“A Cagliari solo 20 farmacie su cinquanta hanno accettato di fare i tamponi”

Poco più di 3 settimane al green pass obbligatorio per lavorare, chi non ha il vaccino può fare i tamponi ma, soprattutto nel capoluogo e nell’hinterland, la maggior parte dei farmacisti ha deciso di non farli. Il presidente di Federfarma Pierluigi Annis: “Poco spazio a disposizione, impossibile creare corsie separate dai clienti che devono acquistare farmaci. E nei laboratori i test costano di più”

La data del 15 ottobre si avvicina e, in vista del green pass obbligatorio per poter lavorare in tutti i luoghi, sia quelli pubblici sia quelli privati, per chi non è vaccinato c’è la possibilità di fare un tampone ogni 48 ore, o ogni settantadue se il test è molecolare. Dove? Principalmente nelle farmacie, dove i prezzi sono calmierati: 15 euro a tampone.
Ma a Cagliari la maggior parte dei farmacisti ha deciso di dire no alla possibilità di effettuare i test a pagamento. Su cinquanta farmacie, infatti, appena 14 hanno attivato la procedura di iscrizione completa, passando per l’assessorato regionale della Sanità: “E, contando anche quelle già operative da mesi, si arriva in totale ad una ventina di farmacie dove, chi vuole, potrà recarsi per il tampone. Numeri un po’ bassi”, riconosce Pierluigi Annis, presidente sardo di Federfarma. Il motivo? Non ce n’è uno solo: “Alcune attività hanno spazi troppo piccoli per dividere, come prevedono le regole, la fila di chi deve fare il test da quella dei clienti che devono acquistare un’aspirina o un pacco di cerotti. Inoltre, molte farmacie hanno uno o due dipendenti, servirebbe una terza persona che si occupi solo di fare i tamponi, processarli e riversare poi i dati nel sito del ministero della Salute”. Rischio di file e polemiche, dunque, dal 15 ottobre? “Non si può escludere, sempre che altri colleghi decidano, nelle prossime tre settimane, di cambiare idea”.
E la musica non cambia nemmeno nell’hinterland cagliaritano: “Sestu ha 4 farmacie iscritte, Quartu sette, Monserrato due, così come Capoterra e Decimomannu. Muravera, Elmas e Quartucciu ne hanno solo una, Selargius due e Sinnai zero”, prosegue il presidente di Federfarma. Insomma, non sono tante le farmacie “pro tampone” in un’area dove vivono poco meno di trecentomila persone, una parte ancora senza vaccino: “Nei laboratori un singolo tampone costa 17,97 euro”, cioè quasi tre euro in più rispetto allo stesso oggetto utilizzato da un farmacista: “Abbiamo prenotazioni di tamponi, nelle farmacie operative, anche per i prossimi mesi. Di sicuro”, conclude Annis, “quando la gente verrà a farsi il tampone, anche dal 15 ottobre in avanti, continueremo a consigliare il vaccino, anche se economicamente parlando va contro i nostri interessi dobbiamo privilegiare, ovviamente, la sicurezza sanitaria”.


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