Covid, la Sardegna respira: crollo dei casi ma contagi sempre alti nel Cagliaritano e Sud Sardegna

C’è finalmente, dopo settimane, il segno meno davanti al totale dei casi per 100mila abitanti. L’Isola può mantenere la zona bianca ma preoccupano ancora i ricoveri e il boom di contagi in tutto il sud dell’Isola


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L’inversione di tendenza per quanto riguarda i dati Covid nell’Isola, dopo la curva piatta dei nuovi contagi registrata negli ultimi giorni, viene confermata dal report della fondazione Gimbe. L’Isola respira e, nell’ultima settimana di agosto, i casi ogni centomila abitanti sono 476: sette giorni fa erano 483, e il cambio di rotta è certificato anche dalla percentuale, ovviamente in calo, dei nuovi casi: meno 9 per cento. Effetto vaccini, sicuramente, forse anche il minor flusso turistico successivo al Ferragosto. Per gli esperti, inoltre, il livello di riempimento di terapie intensive e reparti standard (il primo sopra la soglia limite, il secondo dentro i parametri, seppur per poco) non dovrebbero portare la Sardegna in zona gialla. A livello provinciale, però, la circolazione del Coronavirus non è la stessa. C’è il caso di Nuoro, unica area regionale con pieni numeri da zona bianca, visti i quarantasei casi ogni centomila abitanti. Ma a preoccupare, non poco, è ancora una volta il sud della regione.

 

Partendo dalla Città Metropolitana di Cagliari, dove si registrano 210 casi, centosessanta sopra la soglia di salvezza di 150, segue il sud Sardegna con centocinquantasei. Al di sotto della cosiddetta soglia psicologica dei centocinquanta casi per centomila abitanti ci sono Oristano (117) e Sassari, sotto quota cento (ottantanove).