Coronavirus, in Sardegna un piano per mettere in quarantena 110mila persone

L’annuncio in consiglio regionale dell’assessore alla Sanità Mario Nieddu: “Se la situazione sfuggisse di mano potrebbe coinvolgere circa 400mila sardi con 20mila situazioni critiche e 4000 potenziali soggetti da destinare ai reparti di terapia intensiva. Ciò avrebbe un impatto molto importante sul nostro sistema sanitario”

In Sardegna un piano per mettere in quarantena 110 mila persone. L’annuncio in consiglio regionale dell’assessore alla sanità Mario Nieddu che ha chiarito le linee di intervento decise dalla Giunta regionale in accordo con il tavolo tecnico nazionale: «Sulla diffusione del virus e le misure per il suo contenimento si scontrano due scuole di pensiero – ha detto Nieddu – c’è chi sostiene che si tratti di un elemento patogeno simile a una banale influenza, altri ritengono invece che il rischio rappresentato dal coronavirus sia molto più elevato. Questo causa disorientamento».

Nieddu è poi entrato nel merito degli interventi di prevenzione deliberati dalla Giunta: «La nostra Isola per fortuna non ha registrato finora nessun caso – ha affermato l’assessore – noi però abbiamo il dovere di assumere tutte le iniziative necessarie a contrastare un’eventuale situazione di emergenza. La nostra regione sta rispettando le linee guida adottate insieme al Governo e dalla Protezione civile che hanno recepito alcune nostre indicazioni. Riteniamo opportuno prendere tutte le precauzioni per limitare la circolazione del virus che, se non contrastato adeguatamente, potrebbe colpire il 35-40% della popolazione. Ciò significa che se la situazione sfuggisse di mano potrebbe coinvolgere circa 400mila sardi con 20mila situazioni critiche e 4000 potenziali soggetti da destinare ai reparti di terapia intensiva. Ciò avrebbe un impatto molto importante sul nostro sistema sanitario».

Preoccupazioni che hanno indotto la Giunta regionale a chiedere misure più stringenti per la Sardegna non accolte però dal governo nazionale: «Su alcuni punti c’è stata una diversità di veduta con il governo – ha rimarcato Nieddu – tuttavia alcuni suggerimenti sono stati accolti e inseriti nell’ordinanza congiunta che dovrebbe essere operativa nelle prossime ore. Tra questi i controlli nei porti e negli aeroporti con l’utilizzo dei termoscanner sui passeggeri in arrivo. Non è invece passata la proposta di chiudere le scuole o sospendere alcune manifestazioni pubbliche come è stato fatto in Liguria. Noi per il momento stiamo controllando tutti i passeggeri che arrivano in Sardegna in aereo. Lo stesso non avviene nei porti dove, per il momento, mancano i termoscanner. Per il resto, le misure consigliate sono quelle previste dalla profilassi per le malattie infettive».

“Come assessorato alla Sanità abbiamo effettuato una ricognizione dei presidi e delle strutture per garantire agli operatori di operare in sicurezza. Abbiamo alcuni pazienti in sorveglianza attiva e altri in quarantena in casa. Abbiamo una scorta di 24 mila mascherine di tipo Ffp2 e Ffp3, oltre un milione di guanti in nitrile, 16 mila camici e migliaia di occhiali a mascherina, 8 posti letto per le urgenze gravissime e un piano per mettere in quarantena migliaia di sardi elaborato con la protezione civile”.

L’assessore, infine, ha annunciato una capillare campagna informativa attraverso i mass media: «Vogliamo che siano rispettati alla lettera i protocolli – ha concluso Nieddu – purtroppo ci sono alcune situazioni ancora da perfezionare. Anche oggi abbiamo avuto dei casi di pazienti che non sarebbero dovuti nemmeno essere avviati al trattamento».


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