Coronavirus, i prof di Progetto Iscol@ in rivolta: “300 famiglie rischiano di finire sul lastrico”

Un’ampia rappresentanza di docenti che quest’anno ha aderito al Progetto Iscol@ denuncia di essere stata dimenticata dalla Regione. Chiedono di poter riprendere le lezioni in teledidattica e chiedono di non perdere gli stipendi

“Dal giorno 4 marzo, cioè da quando il Miur ha deciso di sospendere l’attività didattica nelle scuole a causa dell’epidemia del Coronavirus, i docenti sono stati rassicurati dal Ministro sul mantenimento dell’attività lavorativa e sono stati subito attivati percorsi di teledidattica per continuare il percorso formativo degli studenti”, dichiarano in un lungo comunicato, “questo è valso sia per i docenti di ruolo quanto per i precari, supplenti per materia o di sostegno, che costituiscono una parte sostanziale del corpo docente.
Noi docenti reclutati tramite il progetto regionale “Tutti a Iscol@”,   che afferiamo alla stessa e identica graduatoria Ministeriale d’Istituto da dove vengono reclutati i docenti supplenti sia per materia che di sostegno, ci siamo invece ritrovati senza nessuna informazione chiara relativa la nostra attività, al momento sospesa. La nostra sensazione è che sia stata dimenticata la nostra attività e la sua valenza dal Ministero e più in generale dagli organi istituzionali, oltre ad essere stati dimenticati noi docenti facente parte del progetto.
  Ad oggi, 25 marzo, abbiamo ricevuto soltanto una circolare (6 marzo 2020) poco chiara ma soprattutto ingiusta e lesiva sia nei nostri confronti sia nei confronti degli allievi aderenti al progetto di cui facciamo parte. Infatti, questi bambini e ragazzi sardi, che già soffrivano di uno svantaggio rispetto agli altri compagni, vengono ulteriormente penalizzati dalla difficoltà oggettiva a proseguire gli studi in assenza didattica frontale e dall’assenza di un vostro provvedimento che miri a proseguire il percorso di recupero intrapreso e interrotto bruscamente il 4 di marzo.
  Nessuno di noi ha scelto volontariamente di stare a casa. Ci siamo ritrovati obtorto collo in questa situazione, come tutti i docenti di tutte le scuole di ogni ordine e grado. Tuttavia, i nostri colleghi stanno continuando la loro attività formativa attraverso la teledidattica e non comprendiamo per quale motivo noi non siamo stati contemplati per questa modalità di insegnamento.
  Molti di noi, aderenti al progettoIscol@, continuiamo a ricevere convocazioni per supplenze. Tuttavia,  possiamo dare la nostra disponibilità perché abbiamo firmato un contratto continuativo per l’intera annualità didattica. La nostra attuale posizione contrattuale non è chiara né a noi stessi né alle amministrazioni scolastiche. Siamo fermi e non possiamo accettare altre opportunità.
   In sintesi, le disposizioni che emergono dalla circolare (6 marzo 2020), che prevedono una rimodulazione del progetto Tutti a Iscol@ 2019/2020 attraverso una decurtazione delle ore di attività didattica, oltre a discriminarci rispetto ai nostri colleghi, destano molte preoccupazioni perché non solo si rischia di lasciare più di 300 famiglie sul lastrico in una fase di così delicata crisi della Sardegna, ma anche di lasciare abbandonati i vari allievi sardi carenti nelle materie fondamentali per il loro futuro.
   Ci teniamo a sottolineare che siamo coscienti della situazione di crisi che stiamo attraversando, ma è pur vero che i progetti che stiamo realizzando hanno un finanziamento già stanziato nel mese di dicembre 2019. Quindi, la nostra richiesta di riprendere l’attività mediante teledidattica per questi motivi: che non inficia le risorse attuali della Sardegna, impedisce che le nostre famiglie si ritrovino senza gli stipendi previsti e che le famiglie degli studenti segnalati per il progetto debbano ricorrere a dispendiose supplenze private.
  Chiediamo pertanto che da subito vengano prese queste decisioni sulla nostra situazione: lezioni in teledidattica da avviare quanto prima, recupero delle ore perse sino ad oggi nei mesi successivi,  riconoscimento del punteggio delle graduatorie di prossimo aggiornamento, anche nel caso in cui non sia possibile fare teledidattica.
 In caso queste condizioni non siano attuabili chiediamo che le ore che sino ad oggi non è stato possibile realizzare vengano comunque normalmente retribuite”.

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