Coronavirus e crisi a Cagliari: 260 lavoratori in cassa integrazione fino a giugno da Tiscali

In calo le vendite, meno pubblicità e utenti morosi: e la società di sa Illetta chiede la Cigo per i lavoratori (496 a Cagliari e i restanti a Milano). Ma al momento ammortizzatori solo per 260 dipendenti per 9 settimane: esclusi per ora i settori di Customer Care commerciale e tecnico, la rete e le vendite on line

Tiscali oltre 250 lavoratori in cassa integrazione. Sono gli effetti della pandemia, spiega l’azienda. Meno vendite, meno pubblicità e utenti morosi: e la società di sa Illetta fa ricorso alla Cigo (cassa integrazione ordinaria) per 502 lavoratori (496 a Cagliari e i restanti a Milano).
Tutto parte il 2 aprile, quando tramite videoconferenza Skype, si è tenuto un incontro tra azienda, rappresentata dal responsabile Paolo Faieta e le segreterie regionali Slc- Cgil,  Fistel- Cisl e Uilcom – Uil, unitamente alla RSU per l’esame della richiesta da parte della società di fare ricorso alla Cassa integrazione ordinaria per emergenza Covid- 19 per 502 lavoratori delle sedi di Cagliari e Milano.
L’azienda ha aperto l’incontro elencando le motivazioni che hanno spinto a ricorrere all’ammortizzatore sociale. E cioè per gli effetti diretti ed indiretti determinati dalla pandemia in corso, sintetizzate in una diminuzione delle vendite, nei mancati ricavi per clienti che non pagano le bollette e una riduzione degli introiti legati alla pubblicità del portale (gestita da Sky). L’unico settore in crescita risulta essere quello delle vendite online.
L’azienda ha quindi indicato di voler applicare una media del 25% di CIGO distribuita in percentuali diverse (dal 20%  al 40%) a seconda dell’impatto che l’emergenza ha riportato nei vari settori, escludendo per il momento i settori di Customer Care commerciale e tecnico, la rete e le vendite on line, poiché in prima linea nella gestione del cliente.
Nel verbale di consultazione sindacale si conferma quindi il ricorso alla Cigo per 9 settimane nel periodo compreso tra il 6 aprile e il 5 giugno 2020.
Le organizzazioni sindacali hanno inoltre manifestato apprezzamento per gli sforzi fatti dalla società “nel salvaguardare i lavoratori, dando rapidamente seguito alle istanze presentate dai sindacati e ricorrendo in tempi rapidi allo smart working nonostante questo fosse uno strumento essenzialmente nuovo per questa azienda e in considerazione delle scarse risorse a disposizione. Si ritiene opportuno sottolineare però che l’utilizzo di questo ammortizzatore sociale ha interessato 260 lavoratori Tiscali congiuntamente ai giornalisti e chiediamo che anche i dirigenti e i componenti del CDA diano dare il loro contributo”.


In questo articolo: