Coronavirus a Cagliari, crollo degli affari per i bar: “I tavolini? Sono vuoti”

La paura del contagio colpisce anche il mondo della ristorazione. Qualche barista ha già indossato i guanti, ma non basta: “Pochi vogliono sedersi per consumare e tutti chiedono bicchieri in plastica”. E arrivano le ferie forzate per i dipendenti


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I caffè e le brioches ai tempi del Coronavirus? A Cagliari, in molti casi, rimangono invenduti: i baristi hanno già preso tutte le contromisure possibili, tra guanti e gel per la pulizia delle mani, ma sembra non bastare. Dalla strada cartolina della città, via Roma, e da una delle principali vie dello shopping, via Garibaldi, la paura del contagio ha già portato molti cagliaritani a riscoprire la colazione a casa. I tavolini, in un lunedì mattina di quasi metà marzo, sono praticamente vuoti: la distanza di un metro è pienamente rispettata, ma non sembra essere sufficiente a convincere giovani e meno giovani a bere un’aranciata o uno spritz all’aperto. Fulvio Cocco, storico barista di via Roma, ha le mani protette dai guanti: “I clienti hanno paura, quindi bisogna adeguarsi. Purtroppo registro cali del cinquanta per cento. In tutta la mattina abbiamo servito appena quattro tavoli. Il calo è iniziato da ormai cinque giorni”, e sembra essere inarrestabile. “I clienti vogliono i bicchieri in plastica e non in vetro, altri vogliono essere serviti con i guanti ” e c’è chi sostiene che i tavolini siano ancora troppo vicini. Ormai mi aspetto di tutto, ho dovuto già mandare in ferie un dipendente e, a rotazione, dovrò tenere fermi anche gli altri quattro”.

Affari in netto calo, “sino al cinquanta per cento in meno di clienti” anche per Roberto Fisichella, alla guida di un bar-gelateria in via Garibaldi: “Ho pochi tavoli, ma negli ultimi giorni sono rimasti vuoti”, spiega, mentre mostra il kit antivirus. Amuchina spray, gel per le mani e un maxi pacco di salviette igienizzanti. “Ho rispettato la distanza di un metro tra un tavolo e l’altro, ma questo allarme spaventa tutti. Chi viene ancora è già organizzato, hanno tutti i prodotti per disinfettarsi le mani. I clienti preferiscono restare seduti fuori”. Niente dipendenti, l’attività commerciale è a conduzione familiare: “Io e mia moglie abbiamo più tempo da dedicare a noi”, dice, sorridendo amaramente, Fisichella.


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