Civati a Cagliari, bagno di folla: “Sembra che debba arrivare Renzi”

Il candidato ha concluso a cagliari la campagna elettorale

Oltre trecento persone hanno accolto il candidato delle primarie per la segreteria nazionale del Pd, Pippo Civati, che oggi ha concluso la sua campagna elettorale al porto di Cagliari. Un Civati che si é fatto attendere, arrivato con un’ora di ritardo per cause di forza maggiore: l’auto su cui viaggiava ha finito la benzina vicino a Oristano, e per raggiungere Cagliari ha dovuto fare l’autostop.

“Domani vinceremo – ha subito detto Civati al suo arrivo alla Stazione Marittima di Cagliari, intorno alle 19.30 – E tutti saliranno nel carro del vincitore. Oggi siete così tanti che sembra debba arrivare Renzi”. E poi spara a zero su due esponenti del Pd, Massimo D’Alema e Ugo Sposetti. Sul primo Civati dice che “sono anni che non ricopre cariche nel partito, ma é sempre presente nelle campagne congressuali. Dice di me che sono un pericolo per il Paese: ma mi vedete? Per non parlare della sua battuta con cui paragona l’assessore regionale Elena Gentile a un pugile: una battuta decisamente maschilista inaccettabile da un esponente del Partito Democratico. Poi c’è Ugo Sposetti che mi ha chiesto il resoconto delle spese sostenute utilizzando Twitter, perché secondo lui costa”.

L’invito di Civati é quello di andare domani nei gazebo a votare, per cambiare il Pd e la politica italiana. “Se vinco si va subito a votare – ha continuato il candidato alla segreteria nazionale del Pd – Alle ultime elezioni politiche il Pd ha perso 4milioni di elettori, ma dopo nessuna discussione o confronto. É ora che il Pd diventi meno snob e si usi un linguaggio adeguato, comprensibile da tutti. I politici devono fermarsi e parlare con la gente che ha bisogno di essere ascoltata e capita”. E  fa un elenco di punti principali del suo programma elettorale, matrimoni paritari in primis. Poi un chiaro riferimento al caso Cancellieri. “Abbiamo fatto dichiarazioni precise – ha sottolineato – e poi abbiamo salvato la Cancellieri. Noi vogliamo un Paese  senza cancelli né Cancellieri”.


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