Cagliari, dalle strade della Marina a Is Mirrionis: “Ci sono zone dove la sera non mi sento sicura”
Due ragazze parlano delle loro esperienze: dal catcalling agli uomini che si avvicinano in gruppo, fino alla necessità di più illuminazione, mezzi notturni e taxi.A Cagliari la percezione della sicurezza cambia anche da quartiere a quartiere e per alcune ragazze ci sono strade e piazze che, soprattutto la sera, fanno sentire meno tranquille.
A raccontarlo sono Chiara F. e Fabiana B., che hanno condiviso la loro esperienza e indicato alcune delle zone della città in cui prestano maggiore attenzione.
Chiara indica innanzitutto Mulinu Becciu, precisando però che considera il quartiere generalmente tranquillo, ma la sua preoccupazione riguarda soprattutto la presenza, secondo quanto riferisce, di due uomini che definisce “maniaci sessuali” e che, a suo dire, non sarebbero ancora stati identificati.
“Altrimenti direi Is Mirrionis o la Marina, ma solo perché le altre zone non le frequento spesso”, racconta.
Ma nella sua esperienza c’è anche un episodio più concreto. Chiara racconta di essere stata seguita per un tratto di strada da un’auto:
“Mi è capitato di essere seguita per un tratto di strada in macchina, ma poi fortunatamente non mi hanno seguita fino a casa”, spiega.
Per Fabiana, invece, una delle zone che associa maggiormente a situazioni spiacevoli è la Marina. Racconta indicando il fenomeno delle molestie verbali rivolte alle ragazze per strada, oltre che anche molestie sessuali:
“Negli anni è capitato diverse volte di vedere avvicinarsi uomini in gruppo con l’intenzione di infastidire”, racconta.
Situazioni che contribuiscono a modificare anche il modo in cui una ragazza vive il rientro a casa. Ma cosa potrebbe rendere Cagliari più sicura nelle ore notturne?
Per Chiara servirebbero più controlli, illuminazione, telecamere e servizi di trasporto, ma soprattutto “servizi taxi decenti”.
Fabiana mette invece l’accento sull’illuminazione e sui collegamenti notturni. Secondo lei, sarebbe utile “avere più illuminazione se al contempo si ampliasse la fascia oraria dei mezzi di trasporto alla notte”.
Un intervento che, nella sua prospettiva, potrebbe aiutare chi vuole tornare a casa senza dover attraversare zone percepite come isolate.
E cita in particolare piazza Matteotti, che nella fascia oraria in cui i collegamenti vengono meno può diventare, secondo la sua esperienza, un punto particolarmente problematico.
“Potrebbe fornire un contributo a chiunque voglia tornare a casa evitando di dover vivere piazza Matteotti come un luogo isolato e buio nella fascia oraria scoperta”, spiega.
Due esperienze diverse, ma con alcuni punti in comune: più illuminazione, trasporti disponibili anche nelle ore notturne e la possibilità di tornare a casa senza dover affrontare da sole situazioni che possono generare paura o disagio.
Due ragazze parlano delle loro esperienze: dal catcalling agli uomini che si avvicinano in gruppo, fino alla necessità di più illuminazione, mezzi notturni e taxi.A Cagliari la percezione della sicurezza cambia anche da quartiere a quartiere e per alcune ragazze ci sono strade e piazze che, soprattutto la sera, fanno sentire meno tranquille.
A raccontarlo sono Chiara F. e Fabiana B., che hanno condiviso la loro esperienza e indicato alcune delle zone della città in cui prestano maggiore attenzione.
Chiara indica innanzitutto Mulinu Becciu, precisando però che considera il quartiere generalmente tranquillo, ma la sua preoccupazione riguarda soprattutto la presenza, secondo quanto riferisce, di due uomini che definisce “maniaci sessuali” e che, a suo dire, non sarebbero ancora stati identificati.
“Altrimenti direi Is Mirrionis o la Marina, ma solo perché le altre zone non le frequento spesso”, racconta.
Ma nella sua esperienza c’è anche un episodio più concreto. Chiara racconta di essere stata seguita per un tratto di strada da un’auto:
“Mi è capitato di essere seguita per un tratto di strada in macchina, ma poi fortunatamente non mi hanno seguita fino a casa”, spiega.
Per Fabiana, invece, una delle zone che associa maggiormente a situazioni spiacevoli è la Marina. Racconta indicando il fenomeno delle molestie verbali rivolte alle ragazze per strada, oltre che anche molestie sessuali:
“Negli anni è capitato diverse volte di vedere avvicinarsi uomini in gruppo con l’intenzione di infastidire”, racconta.
Situazioni che contribuiscono a modificare anche il modo in cui una ragazza vive il rientro a casa. Ma cosa potrebbe rendere Cagliari più sicura nelle ore notturne?
Per Chiara servirebbero più controlli, illuminazione, telecamere e servizi di trasporto, ma soprattutto “servizi taxi decenti”.
Fabiana mette invece l’accento sull’illuminazione e sui collegamenti notturni. Secondo lei, sarebbe utile “avere più illuminazione se al contempo si ampliasse la fascia oraria dei mezzi di trasporto alla notte”.
Un intervento che, nella sua prospettiva, potrebbe aiutare chi vuole tornare a casa senza dover attraversare zone percepite come isolate.
E cita in particolare piazza Matteotti, che nella fascia oraria in cui i collegamenti vengono meno può diventare, secondo la sua esperienza, un punto particolarmente problematico.
“Potrebbe fornire un contributo a chiunque voglia tornare a casa evitando di dover vivere piazza Matteotti come un luogo isolato e buio nella fascia oraria scoperta”, spiega.
Due esperienze diverse, ma con alcuni punti in comune: più illuminazione, trasporti disponibili anche nelle ore notturne e la possibilità di tornare a casa senza dover affrontare da sole situazioni che possono generare paura o disagio.











