Il caro carburante è uno degli aspetti che preoccupa di più i consumatori dall’inizio della Guerra del Golfo, impattando direttamente sul portafoglio di italiani ed europei. Se il taglio delle accise, in scadenza il 30 aprile, non verrà prorogato, si prospettano rincari con il diesel a 2,30 euro e benzina a 1,98. È il Codacons a fare velocemente i conti: “A partire dal prossimo 2 maggio il prezzo medio del gasolio schizzerà a 2,30 euro al litro sulla rete ordinaria, raggiungendo in media 2,36 euro al litro sulle autostrade, piazzando l’Italia al vertice della classifica europea del caro-gasolio, mentre la benzina volerà a 1,98 euro al litro (2,03 euro al litro in autostrada)”. E conclude: “In assenza di nuove misure, a partire dal giorno successivo, ossia dal 2 maggio, i prezzi ai distributori saliranno con effetto immediato, raggiungendo sulla rete ordinaria una media di 2,3 euro al litro per il gasolio, 1,98 euro per la benzina”.
Sull’ argomento è intervenuta oggi la premier Giorgia Meloni in conferenza stampa prospettando una proroga che, precisa, “potrebbe impattare più sul gasolio che sulla benzina, per avere un impatto meglio distribuito”.
“Seguiamo il tavolo negoziale – ha proseguito la premier- cerchiamo di tenerci abbastanza ancorati all’andamento della situazione ma non abbiamo ancora definito la tempistica precisa delle settimane a cui si riferirà la proroga del taglio”.











