Carenza di medici di base, Medio Campidano in rivolta: i sindaci scrivono all’assessore regionale Nieddu

I sindaci scrivono all’assessore regionale Nieddu e chiedono una soluzione per la cronica carenza di medici di base: “Tale situazione non vede soluzioni nel breve periodo anche per l’imminente pensionamento di un numero di medici maggiore di quelli disponibili”.


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I presidenti di Distretto ed i sindaci dei 28 comuni, la scorsa settimana, si sono confrontati con la ASL Medio Campidano e l’argomento più importante è stata la situazione dei medici di base del territorio. 
Sono, infatti, quotidiane le lamentele e le pressioni che i primi cittadini e le strutture sanitarie raccolgono da parte dei cittadini: le misure messe in campo per ampliare le borse di specializzazione per i medici di base daranno il loro benefici presumibilmente tra sei otto-mesi e “questa situazione determina una ridotta possibilità di accesso alle cure di base e alle attività di prevenzione, assicurate con il contributo fondamentale e determinante dei medici di base”.
Per l’attuale situazione di carenza è difficile, insomma, indovinare soluzioni capaci per far fronte all’emergenza e, dopo un attento confronto, le parti hanno avanzato alcune proposte che potrebbero almeno attenuare la problematica. 
Ecco i dettagli: “Rivedere gli ambiti territoriali delle sedi di continuità assistenziali al fine di recuperare figure mediche, eventualmente disponibili, ad accettare incarichi di sostituzione provvisoria di medicina generale nelle sedi vacanti.
Il ripristino dell’indennità di segreteria per i medici di base che ne sono sprovvisti, tale indennità, soprattutto all’interno delle case della salute, consentirebbe di sgravare i medici di base di parte dell’attività burocratica e consentirgli di dedicare maggior tempo all’assistenza dei pazienti”.
E ancora: il ripristino delle indennità telefoniche e informatiche per i medici di base che ne sono sprovvisti, di quelle per l’associazione in modo che possano alternarsi, stipulare contratti libero professionali con medici in pensione, valutare un incentivo adeguato per la parte eccedente il massimale (1500), cioè un contributo per ogni paziente di cui si farebbero carico i medici di base attualmente in servizio fino alla concorrenza dei 1800-2000 pazienti.


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