Cagliari, preparata ben due volte per l’intervento chirurgico e rispedita in camera per “mancanza di personale”: odissea per una donna ricoverata al Brotzu. “Arrivano urgenze dal pronto soccorso che hanno la priorità ma il mio turno quando arriverà?”
Per il momento è ancora ricoverata con la speranza che non si verifichino incidenti stradali e possa finalmente essere operata.
Si chiama Roberta la donna che attende il suo turno, “ricoverata nel reparto di chirurgia della mano all’ospedale Brotzu di Cagliari per un intervento di frattura scomposta radio distale e ulna. Per ben due volte sono stata prenotata e preparata per l’intervento che hanno poi rimandato per dare priorità a urgenze arrivate dal PS. Mi è stato detto che purtroppo c’è carenza di personale e devo avere pazienza e aspettare. Ma se tutti i giorni arrivano urgenze io quanto tempo devo stare qui?”
Una domanda senza ancora una risposta. “Sono passati dieci giorni e non è cambiato niente. Vorrei fare arrivare questa mia lamentela a chiunque possa dare una risposta. Perché qui tutto tace”.
Medici super impegnati che devono correre da un’urgenza all’altra, decide chi operare per primo in base alla gravità. E gli altri in attesa di un intervento programmato? Devono aspettare e incrociare le dita che nessuno si schianti in auto o in moto, che non venga investito, che non arrivi grave al pronto soccorso, insomma, perché ci sono pochi dottori e loro hanno solo due mani ciascuno per operare chi ha bisogno d’aiuto.
Per il momento è ancora ricoverata con la speranza che non si verifichino incidenti stradali e possa finalmente essere operata.
Si chiama Roberta la donna che attende il suo turno, “ricoverata nel reparto di chirurgia della mano all’ospedale Brotzu di Cagliari per un intervento di frattura scomposta radio distale e ulna. Per ben due volte sono stata prenotata e preparata per l’intervento che hanno poi rimandato per dare priorità a urgenze arrivate dal PS. Mi è stato detto che purtroppo c’è carenza di personale e devo avere pazienza e aspettare. Ma se tutti i giorni arrivano urgenze io quanto tempo devo stare qui?”
Una domanda senza ancora una risposta. “Sono passati dieci giorni e non è cambiato niente. Vorrei fare arrivare questa mia lamentela a chiunque possa dare una risposta. Perché qui tutto tace”.
Medici super impegnati che devono correre da un’urgenza all’altra, decide chi operare per primo in base alla gravità. E gli altri in attesa di un intervento programmato? Devono aspettare e incrociare le dita che nessuno si schianti in auto o in moto, che non venga investito, che non arrivi grave al pronto soccorso, insomma, perché ci sono pochi dottori e loro hanno solo due mani ciascuno per operare chi ha bisogno d’aiuto.
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