Cagliari, potenziare il supporto per i cittadini affetti da fibromialgia: chiesto in consiglio di semplificare la burocrazia per andare incontro ai cittadini.
Edoardo Tocco: “È dovere dell’Amministrazione Comunale non solo gestire i flussi finanziari regionali, ma anche farsi carico della tutela sociale dei propri residenti più fragili, semplificando il rapporto tra cittadino e Pubblica Amministrazione”.
La fibromialgia è una sindrome cronica altamente invalidante che colpisce profondamente la qualità della vita e la capacità lavorativa dei cittadini. La Regione Autonoma della Sardegna ha istituito l’Indennità Regionale Fibromialgia (IRF) come misura di sostegno economico (fino a 800 euro annui) per i residenti con diagnosi certificata. Il Comune di Cagliari è l’Ente preposto alla gestione amministrativa, alla pubblicazione degli avvisi e all’erogazione materiale di tali contributi.
Dal 2025, però, la modalità di erogazione è mutata in forma di rimborso spese sanitarie e di cura, richiedendo ai beneficiari una complessa attività di rendicontazione documentale. Molti cittadini incontrano gravi difficoltà burocratiche nel reperire le certificazioni specialistiche necessarie e nel gestire correttamente le procedure di rimborso.
“Nonostante la patologia non sia ancora inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), i costi diretti e indiretti gravanti sui pazienti e sulle loro famiglie rimangono estremamente onerosi” spiega Tocco. “Esiste una carenza di orientamento dedicato che spesso impedisce il pieno accesso ai diritti e ai sostegni previsti dalla normativa regionale”.
Il consigliere chiede tempi “certi e procedure semplificate per la liquidazione dell’Indennità Regionale Fibromialgia (IRF), assicurando la massima trasparenza informativa, promuovere campagne di sensibilizzazione istituzionale per far conoscere la patologia e abbattere lo stigma sociale ad essa correlato, istituire uno sportello informativo dedicato (anche in collaborazione con il Terzo Settore) per assistere i cittadini nella compilazione delle domande e nella rendicontazione delle spese e interloquire con la Regione Sardegna e l’ASL per ottimizzare i percorsi di certificazione medica, riducendo gli oneri burocratici a carico dei pazienti”.










