Cagliari “ostaggio” del corteo del Pride: centro blindato per un giorno, commercianti preoccupati e residenti costretti a spostare l’auto già dal venerdì
Sabato 27 giugno il centro di Cagliari si trasformerà in un labirinto di divieti. L’ordinanza emanata dal Comune in occasione del Sardegna Pride 2026 prevede una vera e propria stretta sulla circolazione, con strade chiuse, divieti di transito e di sosta che interesseranno le principali vie cittadine, mettendo in seria difficoltà residenti, automobilisti e soprattutto le attività commerciali.
Non si tratta soltanto delle ore in cui sfilerà il corteo. I primi divieti scatteranno già alle 10 del mattino, quando sarà vietato il transito in via Giudice Torbeno, nel tratto compreso tra via dei Giudicati e via Cao di San Marco, in via Cao di San Marco fino all’incrocio con via Bacaredda, oltre che in via San Vetrano e via Giudicessa Vera. Dalle 17, poi, il blocco si allargherà ulteriormente con la chiusura di via Bacaredda, nel tratto tra via dei Giudicati e via Cao di San Marco, e della bretella di via Romagna in direzione di via Bacaredda, con i divieti destinati a rimanere in vigore fino al completo passaggio della manifestazione.
Ma è il capitolo dedicato alla sosta a preoccupare ancora di più residenti e commercianti. L’ordinanza dispone infatti il divieto di sosta con rimozione forzata dalle 00 alle 22 di sabato lungo tutto il percorso del corteo. Le auto dovranno sparire da via Bacaredda (tra via Cao di San Marco e piazza Garibaldi), piazza Garibaldi compresi i parcheggi dell’ex distributore, piazza Sonnino, via XX Settembre, via Roma nel tratto tra piazza Amendola e largo Carlo Felice, largo Carlo Felice, piazza Yenne, via Paoli, piazza San Benedetto, via Dante da piazza San Benedetto a piazza Giovanni XXIII e da piazza Giovanni XXIII, nel tratto tra via Cao di San Marco e via Don Macchioni, su entrambi i lati.
Tutte le vie saranno soggette anche al divieto di transito a partire dalle ore 17 di domani.
Tradotto, per molti residenti, significa dover spostare la propria auto già il giorno precedente per evitare la rimozione forzata e affrontare un intero fine settimana con enormi difficoltà negli spostamenti.
Per i commercianti si prospetta invece un sabato in salita. Negozi, bar, ristoranti e attività del centro temono un drastico calo degli incassi a causa dell’impossibilità per molti clienti di raggiungere facilmente la zona. Con il cuore della città praticamente blindato per gran parte della giornata, la preoccupazione è quella di vedere il centro svuotarsi proprio nel giorno tradizionalmente più importante della settimana per gli affari.
Il caso era stato portato all’attenzione del Consiglio comunale già martedì dal consigliere Raffaele Onnis, che aveva acceso i riflettori sulle conseguenze delle limitazioni alla viabilità per cittadini e operatori economici. Un intervento che, a distanza di pochi giorni, appare tutt’altro che isolato: il malcontento cresce di ora in ora e tra gli esercenti il tema è diventato centrale.
“Nessuno contesta il diritto a manifestare – spiega un rappresentante delle attività del centro -, ma sempre più cittadini si chiedono se sia inevitabile bloccare un’intera città. Perché il prezzo delle limitazioni, questa volta, rischia di ricadere pesantemente su chi il centro lo vive ogni giorno”.











