L’ospedale oncologico Businco è al limite e le responsabilità, avverte il sindacato, non possono continuare a ricadere sui lavoratori. A lanciare l’allarme è USB Sanità, che chiede un intervento immediato per rafforzare l’organico, superare le gravi carenze strutturali e avviare senza ulteriori rinvii il percorso per il riconoscimento dell’ospedale come IRCCS.
«Il personale non è il problema, è l’unica vera risorsa che tiene in piedi il Businco», denuncia Gianfranco Angioni, referente regionale di USB Sanità. Medici, infermieri e operatori sanitari, sottolinea il sindacato, continuano a garantire cure di alto livello nonostante carichi di lavoro ormai insostenibili, determinati da anni di depotenziamento e da un organico insufficiente.
Centro di riferimento per l’oncologia in Sardegna, il Businco ospita reparti e servizi di eccellenza: Ematologia, Oncologia medica, Radioterapia, Radiologia tradizionale e interventistica, Farmacia ospedaliera e laboratori diagnostici. Un sistema integrato che consente percorsi assistenziali complessi e risultati clinici riconosciuti anche a livello nazionale.
Tra i fiori all’occhiello c’è il reparto di Ematologia, dove vengono somministrate terapie salvavita ad altissima complessità, come le CAR-T e la terapia genica per la beta-talassemia trasfusione-dipendente. Attività che richiedono competenze specialistiche e personale dedicato, già oggi sottoposto a una pressione crescente.
A peggiorare il quadro, secondo USB Sanità, è l’assenza di una vera sanità territoriale. Follow-up oncologici, controlli e monitoraggi finiscono per gravare quasi interamente sull’ospedale, con un inevitabile sovraccarico di reparti, ambulatori e sale operatorie. Una scelta politica, denuncia il sindacato, che nel tempo ha messo a rischio la continuità delle cure.
Ora la palla passa alla nuova Direzione generale, chiamata a intervenire con urgenza: assunzioni immediate, ripristino delle sale operatorie e investimenti strutturali sono indicati come passaggi indispensabili per garantire sicurezza e qualità assistenziale.
Per USB Sanità è inoltre improrogabile l’avvio dell’iter per il riconoscimento del Businco come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico. Uno статус che consentirebbe di consolidare ricerca, innovazione terapeutica e competenze professionali costruite nel tempo.
«Il personale è già al limite», conclude Angioni. «Ogni ulteriore ritardo avrà un impatto diretto sui pazienti. I lavoratori vanno sostenuti, non trasformati nel capro espiatorio di carenze che non dipendono da loro».











