Cagliari, marciapiedi dissestati, rampe assenti, scale e dislivelli rendono il cammino di anziani e disabili un’odissea: il caso finisce tra i banchi del Consiglio, “l’accessibilità è un diritto di tutti”.
A sollevare il caso è Roberta Sulis: “L’accessibilità degli spazi urbani, degli edifici pubblici e dei trasporti rappresenta una condizione essenziale per garantire il diritto alla mobilità, all’autonomia personale e alla partecipazione alla vita sociale.
Secondo l’Atlante demografico 2025 del Comune di Cagliari, i residenti di almeno 65 anni sono 45.006, pari al 30,4% della popolazione cittadina.
Il progressivo invecchiamento della popolazione rende necessario progettare una città fruibile da tutti, con particolare attenzione alle persone con disabilità, agli anziani e a chi presenta limitazioni motorie anche temporanee.
L’accessibilità costituisce un presupposto fondamentale per contrastare l’isolamento sociale, favorire le relazioni umane e garantire una vita autonoma”.
“Per mantenere relazioni sociali e raggiungere servizi sanitari, uffici, luoghi di cultura e aggregazione è necessario poter uscire dalla propria abitazione e muoversi in sicurezza.
Marciapiedi dissestati, attraversamenti inadeguati, dislivelli, ostacoli, assenza di rampe e difficoltà di accesso agli edifici possono costituire barriere insormontabili per chi ha una ridotta capacità motoria.
Il trasporto pubblico garantisce autonomia solo quando risulta accessibile l’intero percorso: dall’abitazione alla fermata, dalla salita e discesa dal mezzo al raggiungimento della destinazione.
La disponibilità di autobus dotati di pedane non è sufficiente se le fermate sono inadeguate, i percorsi di avvicinamento impraticabili o i dispositivi di accesso non funzionanti.
Queste difficoltà limitano la libertà di movimento e possono favorire solitudine e isolamento”.
La normativa vigente prevede obblighi per l’eliminazione delle barriere architettoniche e la progressiva accessibilità degli spazi e degli edifici pubblici. Il Comune di Cagliari ha previsto nei propri documenti di programmazione il Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA). CTM mette a disposizione informazioni sulle fermate accessibili e su quelle che non presentano le condizioni necessarie per la salita e la discesa in sicurezza. “È pertanto necessario conoscere lo stato effettivo dell’accessibilità urbana e disporre di una programmazione organica degli interventi.
Sulis chiede “se sia stata effettuata una ricognizione complessiva delle barriere architettoniche presenti nelle strade, nei marciapiedi, nelle piazze, nei percorsi pedonali, nei parchi e negli altri spazi pubblici della città, e quali siano le principali criticità emerse.
Quale sia lo stato di attuazione del PEBA, se il Piano sia stato formalmente adottato o approvato, quali interventi siano prioritari e quali siano i tempi previsti per la loro realizzazione.
Se tutti gli edifici e le strutture pubbliche comunali, compresi uffici, biblioteche, centri culturali, impianti sportivi e luoghi di aggregazione, siano effettivamente accessibili alle persone con disabilità e mobilità ridotta e, in caso contrario, quali interventi siano programmati”.
La consigliera interroga al Comune “quante fermate del trasporto pubblico CTM nel territorio comunale siano effettivamente accessibili e quante non lo siano, con indicazione della distribuzione territoriale e delle principali cause di inaccessibilità. Se esista, d’intesa con CTM, un programma di adeguamento delle fermate non accessibili, con particolare riferimento a quelle in prossimità di ospedali, ambulatori, servizi pubblici, mercati, parchi e luoghi frequentati dalla popolazione anziana.
Se sia stata verificata la piena funzionalità dei dispositivi di accesso agli autobus, comprese pedane e sistemi di abbassamento dei mezzi, e quali procedure siano previste in caso di malfunzionamento.
Se siano stati valutati i percorsi pedonali di collegamento alle fermate, poiché una fermata tecnicamente accessibile può risultare inutilizzabile se non raggiungibile tramite marciapiedi e attraversamenti adeguati.
Se l’Amministrazione intenda coinvolgere stabilmente le associazioni delle persone con disabilità, le organizzazioni degli anziani e i cittadini con difficoltà motorie nella ricognizione delle criticità e nella definizione delle priorità.
Se la Giunta intenda predisporre e rendere pubblico un programma organico e verificabile per l’accessibilità urbana, con obiettivi, tempi e risorse definiti, finalizzato a garantire progressivamente la piena fruibilità della città da parte di tutti”.










