Cagliari, malata oncologica aggredita verbalmente in piazza del Carmine in pieno giorno, insultata davanti ai passanti per non aver risposto all’elemosina chiesta: “Altro che hotel di lusso o aiuole curate al Porto. La città vera non è quella”.
Un’ennesima segnalazione che getta il quartiere al centro della cronaca: “Sono passata in piena mattina e sono stata aggredita verbalmente da una ragazza che mi chiedeva soldi. Non è la solita tipa robusta, questa era una mai vista, giovane. Ha fatto una specie di balzo parandosi davanti a me, le ho detto che mi aveva spaventata e che non le permettevo di essere così aggressiva, in tutta risposta mi ha insultata, attirando l’attenzione dei presenti urlando qualcosa tipo: “si vede che ha la vita comoda, la signora”.
Mi sono ribellata e le ho detto che non sapeva niente, vita comoda un cxxxo e ho mille pensieri.
Ma non ha smesso, ha continuato a inveire contro di me finché non ero lontana. Ho sentito che diceva “guardate come scodinzola la cagna”.
Uno sfogo che non termina qui: “Io non esco più il sabato sera (e per sera intendo anche il tardo pomeriggio) nonostante mi farebbe bene stare in mezzo alla gente per gestire l’ansia ‘oncologica’ ed ho la prescrizione di camminare e muovermi, perché indubbiamente contribuisce alla guarigione o almeno a miglioramenti generali. Però ho paura e mi deprime l’umore vedere tanta sporcizia, sia in termini di immondizia, bicchieri e bottigliette lasciate per terra, sia in termini di persone, locali e non, potenzialmente pericolose e fattivamente minacciose.
Per non parlare dello schifo per strada, escrementi di cani e umane, ovunque”.
La perplessità della cittadina si concentra anche sulle tavole apparecchiate lungo il corso, “ci sono troppi coltelli a disposizione dei malintenzionati, sono incustoditi.
Non può non esserci un sistema integrato di sorveglianza, a partire da telecamere che coprano l’intera zona. Non so se esistano questioni di privacy che lo impediscano oppure se per il bene comune e di ordine superiore (sicurezza e possibilità di intervento mirato) si possa fare qualcosa”.Adolfo Costa, presidente del comitato di Stampace: “C’è tanta rabbia e frustrazione.
C’è tanta ansia legata ai pericoli che tutti i giorni corriamo. La città è sporca , pericolosa e con una viabilità impazzita.
Le istituzioni hanno fallito, il futuro è compromesso dall’inettitudine di chi ci amministra, dall’assenza di vedute, dal lancio esclusivo di proclami irrealizzabili, di situazioni per le quali non c’è un minimo di decisionismo.
Ho chiesto le guardie a passeggio, che potrebbero essere un deterrente immediato per la malavita, ma non abbiamo visto ancora nulla. Ho chiesto che vengano accese le costosissime telecamere ma a tutt’oggi sono tristemente spente.
La viabilità poi, è impazzita. Mancano i parcheggi. L’ecomostro di via Caprera è abbandonato a se stesso. I parcheggi comunali e regionali la sera sono tristemente vuoti, il manto stradale è danneggiato.
Viale Merello, il progetto di rifacimento è necessario, certo, ma rifare lo scempio di via Roma e viale Trieste anche no.
Lo abbiamo detto con oltre 1000 firme raccolte.
Ma non ci hanno mai ascoltato.
E mentre a palazzo Bacaredda si proclama, Stampace muore”.
Un’ennesima segnalazione che getta il quartiere al centro della cronaca: “Sono passata in piena mattina e sono stata aggredita verbalmente da una ragazza che mi chiedeva soldi. Non è la solita tipa robusta, questa era una mai vista, giovane. Ha fatto una specie di balzo parandosi davanti a me, le ho detto che mi aveva spaventata e che non le permettevo di essere così aggressiva, in tutta risposta mi ha insultata, attirando l’attenzione dei presenti urlando qualcosa tipo: “si vede che ha la vita comoda, la signora”.
Mi sono ribellata e le ho detto che non sapeva niente, vita comoda un cxxxo e ho mille pensieri.
Ma non ha smesso, ha continuato a inveire contro di me finché non ero lontana. Ho sentito che diceva “guardate come scodinzola la cagna”.
Uno sfogo che non termina qui: “Io non esco più il sabato sera (e per sera intendo anche il tardo pomeriggio) nonostante mi farebbe bene stare in mezzo alla gente per gestire l’ansia ‘oncologica’ ed ho la prescrizione di camminare e muovermi, perché indubbiamente contribuisce alla guarigione o almeno a miglioramenti generali. Però ho paura e mi deprime l’umore vedere tanta sporcizia, sia in termini di immondizia, bicchieri e bottigliette lasciate per terra, sia in termini di persone, locali e non, potenzialmente pericolose e fattivamente minacciose.
Per non parlare dello schifo per strada, escrementi di cani e umane, ovunque”.
La perplessità della cittadina si concentra anche sulle tavole apparecchiate lungo il corso, “ci sono troppi coltelli a disposizione dei malintenzionati, sono incustoditi.
Non può non esserci un sistema integrato di sorveglianza, a partire da telecamere che coprano l’intera zona. Non so se esistano questioni di privacy che lo impediscano oppure se per il bene comune e di ordine superiore (sicurezza e possibilità di intervento mirato) si possa fare qualcosa”.Adolfo Costa, presidente del comitato di Stampace: “C’è tanta rabbia e frustrazione.
C’è tanta ansia legata ai pericoli che tutti i giorni corriamo. La città è sporca , pericolosa e con una viabilità impazzita.
Le istituzioni hanno fallito, il futuro è compromesso dall’inettitudine di chi ci amministra, dall’assenza di vedute, dal lancio esclusivo di proclami irrealizzabili, di situazioni per le quali non c’è un minimo di decisionismo.
Ho chiesto le guardie a passeggio, che potrebbero essere un deterrente immediato per la malavita, ma non abbiamo visto ancora nulla. Ho chiesto che vengano accese le costosissime telecamere ma a tutt’oggi sono tristemente spente.
La viabilità poi, è impazzita. Mancano i parcheggi. L’ecomostro di via Caprera è abbandonato a se stesso. I parcheggi comunali e regionali la sera sono tristemente vuoti, il manto stradale è danneggiato.
Viale Merello, il progetto di rifacimento è necessario, certo, ma rifare lo scempio di via Roma e viale Trieste anche no.
Lo abbiamo detto con oltre 1000 firme raccolte.
Ma non ci hanno mai ascoltato.
E mentre a palazzo Bacaredda si proclama, Stampace muore”.
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