Marina, il grido dei commercianti: «Meglio prevenire che punire. La sicurezza sia parte del nuovo disegno di città»
Non è più tempo di sirene spiegate a tragedia avvenuta. Nel quartiere Marina, cuore pulsante della ristorazione e del turismo cagliaritano, la pazienza ha ceduto il passo all’urgenza. L’ultimo episodio di violenza in Piazza Yenne è solo la punta di un iceberg che sta gelando il clima dei rioni più vivi della città, proprio mentre Cagliari cerca di indossare il suo abito migliore.
A farsi portavoce del malumore è Claudio Mura, titolare dell’Antica Hostaria, che lancia un monito chiaro alle istituzioni: «Intervenire dopo che il fatto è compiuto non serve a nulla. La sicurezza si costruisce prima, con la presenza costante e il controllo capillare del territorio».
La sicurezza come pilastro del “progetto Cagliari”
Secondo Mura, la gestione dell’ordine pubblico non può più essere un intervento isolato, ma deve diventare parte integrante di una visione urbanistica e sociale più ampia. «Cagliari sta cambiando volto, tra i lavori in Via Roma e la scelta di puntare tutto sulla ristorazione e sull’accoglienza – spiega l’esercente –. Ma questo sviluppo non può prescindere dalla sicurezza: deve far parte di un disegno comune. Non si può pensare di creare una città turistica e moderna se poi chi esce a cena deve guardarsi alle spalle».
Oltre il weekend: serve continuità
Il paradosso della Marina è sotto gli occhi di tutti: un polo gastronomico d’eccellenza che rischia di restare ostaggio della microcriminalità. Se l’anno scorso il presidio delle forze dell’ordine nei fine settimana aveva dato un parziale respiro, oggi quella misura, che peraltro attualmente non c’è, apparirebbe insufficiente. «Il presidio solo nel weekend non basta più – incalza Mura –. Abbiamo bisogno di una deterrenza quotidiana. Sapere che lo Stato c’è, ogni giorno, è l’unico modo per scoraggiare chi pensa che queste strade siano zone franche».
I cagliaritani hanno paura
Il danno, oltre che d’immagine, è sociale ed economico. La percezione di insicurezza sta spingendo molti cittadini a commenti amari che evocano tempi bui. È un segnale d’allarme che non possiamo ignorare: la gente deve sentirsi libera di farsi una passeggiata senza la paura di aggressioni». Tra la cronica carenza di parcheggi e l’ombra del degrado, il rischio è la desertificazione sociale: «Chi viene qui affronta già il problema dei posti auto, non può anche avere il timore di incontrare chi delinque o molesta i passanti».
Regole uguali per tutti
Mura sgombra poi il campo da facili populismi: «La delinquenza non ha nazionalità, abbiamo i nostri problemi anche con i locali. Il punto non è la provenienza di chi sbaglia, ma garantire regole e controlli per chiunque scelga di non rispettarle».
La sfida per il futuro
Cagliari si trova a un bivio: proteggere il suo salotto buono o lasciarlo scivolare in un degrado anacronistico. La richiesta degli esercenti è una sola: che la sicurezza smetta di essere un’emergenza da rincorrere e diventi un servizio strutturale. Senza quella tranquillità, l’eccellenza gastronomica della Marina rischia di rimanere un bellissimo palcoscenico senza più spettatori.









