Cagliari, in centro virus e crisi fanno nuove vittime: addio a due storici negozi

Nove serrande pronte ad abbassarsi per sempre, ancora una volta in via Sonnino: dopo Hit chiudono altri negozi di abbigliamento. La mazzata finale? “Arrivata dal Coronavirus, impossibile sopravvivere pieni di debiti e con appena 600 euro”

Come una maledizione, ma raddoppiata. La crisi che da anni azzanna alla giugulare il mondo del commercio di vicinato viene rinforzata dai mesi di lockdown per Coronavirus. Poco più di due mesi con i registratori di cassa vuoti hanno portato altri due negozi di Cagliari, storici, a recitare il de profundis. E, come nell’ultimo caso raccontato qualche giorno fa dal nostro giornale (il negozio chic Hit) le croci commerciali compaiono nella via Sonnino. Addio, rispettivamente dopo 33 e dopo trentasei, a Griffe e a Diedro. Paola Francesconi e Franca De Martino hanno già appeso, sulle vetrine, i cartelli con i quali annunciano il “fuori tutto”. E gli affari in calo da anni, uniti alla pandemia del Coronavirus, ha rappresentato un mix letale. Entrambe specializzate nella vendita di abiti e accessori femminili, le due negozianti si conoscono da decenni. Insieme, seppur fisicamente separate da circa cento metri, hanno vissuto gli anni d’oro dello shopping e poi, dalla seconda metà degli anni Duemila, il lento declino.

Internet? “No, mai venduto online”, e le motivazioni sono simili: la Francesconi preferisce “il contatto diretto con la clientela”, mentre la De Martino confessa “di non essere tecnologica, quando sono nata non c’era il computer”. Tutte e due, però, si scagliano contro il Governo che non avrebbe aiutato a dovere la loro categoria: “I pagamenti, troppi, non sono stati bloccati” e, mentre la titolare di Griffe non ha potuto avere i seicento euro di bonus “perchè ho già una pensione di ottocento euro”, la numero uno di Diedro racconta di averne visti “seicento più altri seicento, ma sono arrivati troppo tardi. Chiuderò a novembre, prima dell’arrivo del Coronavirus contavo di reggere sino al 2022”. La Francesconi, invece, abbasserà le serrande molto prima: “Me ne andrò via a settembre, sarà l’ultima estate”.


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