Cagliari, il preside del Michelangelo: “Scuola sicura, intanto per strada tantissimi non indossano le mascherine”

Il rischio della didattica a distanza a gennaio non piace di sicuro a Raffele Rossi: “Ho fatto i salti mortali per far rispettare le regole, in città tantissimi non usano la mascherina: tra la dad e i banchi di scuola la differenza è grande”

Lo spettro della dad ritorna nelle scuole di Cagliari, dopo la lettera spedita dall’Igiene Pubblica dell’Ats al prefetto. E il timore di ritrovarsi a dover fare i conti con pc e smartphone e una socialità nuovamente persa non piace per nulla a Raffele Rossi, dirigente scolastico del liceo Michelangelo: “Sono sempre stato del parere che è importante seguire le regole, purtroppo non è stato così. Basta girare per Cagliari e vedere che tantissimi, adulti e ragazzi, non usano la mascherina. Non sono un medico, ma la dad non è auspicabile. Se, però, le persone preposte a monitorare e controllare lo stato di diffusione del ‘mostro’, del virus, dicono che è ingestibile e che è meglio chiudere le scuole, torneremo alla dad con molto dispiacere. Da me ci sono 1200 alunni”, e se le scuole chiuderanno sarà principalmente colpa “del mancato rispetto delle regole fuori dagli istituti. Tanti ragazzi, con la didattica a distanza, non riescono ad esprimersi come se fossero tra i banchi di scuola, la differenza è grande”.
“Abbiamo fatto i salti mortali per far rispettare le regole, poi in zona bianca hanno detto che potevamo girare senza mascherina”, ricorda Rossi, “ci ho creduto sino a un certo punto e ho sempre continuato ad indossarla, consigliando di farlo. Ma non sono nessuno, se però ancora oggi siamo in questa situazione vuol dire che, per evitarla, bastava continuare a seguire delle banali regole”.