Cagliari, i parenti dei morti piangono anche per le concessioni scadute: “Costi folli per conservare i loculi”

Le lacrime ritornano a distanza di 35 anni per molti figli e nipoti di defunti tra il 1988 e il 1989. Il Comune ordina lo spostamento di 1100 defunti, negli ultimi giorni cittadini in coda negli uffici cimiteriali: “Tristi e arrabbiati, ti propongono addirittura un listino come le offerte nei market: assurdo pagare anche 886 euro per evitare di perdere la bara”


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I fiori sono spesso appassiti, le lapidi un po’ impolverate e forse qualche bullone inizia a mostrare i primi segni della ruggine. Ciò che è certo è, che oltre 1100 lastre ci sono le bare di altrettanti cagliaritani, morti nel 1988 e 1989, per i quali il servizio cimiteri del Comune ha deciso l’estumulazione. Come? Con un messaggio sul sito internet, stop. È principalmente grazie all’articolo di Casteddu Online dello scorso 19 marzo (QUI) che i parenti dei defunti hanno scoperto che avevano i giorni contati per evitare che i resti dei loro cari finissero in un ossario o, solo dopo l’ok di un pool di esperti, temporaneamente in un terreno comune. Con tanti saluti ai ricordi, ai pupazzetti e altri oggetti attaccati sulle lapidi. Negli ultimi giorni si sono registrate lunghe code, come racconta più di un nostro lettore, negli uffici, per sapere quanto costasse evitare il trasferimento della bara. E non tutti sono stati felici di sentire certi prezzi. Certo, la garanzia di avere il loculo per altri tre decenni c’è tutta, e il sapere che la salma è dentro una cassa di legno è un diritto inalienabile di ogni figlio, nipote, cugino, nonno o zio che ha perso un proprio caro. Qualche mese fa nessun avviso e tante proteste, stavolta la situazione non è cambiata di molto perchè è prevalsa la rabbia nello scoprire, da un articolo di giornale e non tramite un messaggio personale del Comune, che tra i 1100 corpi c’è anche quello del proprio caro.

Dovrò pagare 886 euro per mantenere il loculo con la bara di mia nonna”, racconta Anna Pisano, sessantenne cagliaritana. “Una cifra alta, assurda, se si pensa che pochi anni fa ho fato un’operazione simile con un mio prozio. I suoi resti, riesumati, erano stati inseriti in una cassetta messa in una nicchia che avevo acquistato. Stavolta pagherò 200 e passa euro in più senza acquistare nulla di nuovo ma, semplicemente, per il rinnovo della concessione. L’impiegato mi ha detto che i prezzi sono quelli, dicendomi che potevo lamentarmi anch’io col sindaco o col dirigente, con l’amministrazione. C’era una fila molto lunga, il clima che si respirava era di tristezza e, chiaramente, rabbia”, prosegue. “Pagherò per poter garantire il loculo a mia nonna, da cittadina però osservo che, quando si acquista un loculo non dovrebbe esserci nessun rinnovo. I resti dei nostri cari devono restare lì, non si può poi chiedere a un parente di rivivere una sofferenza e un disagio. Il Comune non si degna di avvisare i parenti, come in passato, e ti viene proposto un listino dei prezzi con i vari servizi, come le offerte nei market”.


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