Polo oncologico dell’Ospedale Businco in sofferenza per il caldo: Angioni (USB Sanità) chiede un intervento urgente e coinvolgimento della Protezione Civile
All’Ospedale Businco di Cagliari la gestione del caldo estremo sta mettendo in seria difficoltà i reparti oncologici. Le temperature elevate registrate negli ultimi giorni stanno incidendo in modo significativo sulla vivibilità degli ambienti e sulle condizioni di lavoro del personale sanitario, oltre a generare disagi rilevanti per i pazienti più fragili.
A segnalare la situazione è Gianfranco Angioni USB Sanità, che descrive un quadro di crescente criticità legato non solo al funzionamento degli impianti di climatizzazione, ma anche a possibili problematiche più ampie che potrebbero coinvolgere la rete idrica interna e la corretta erogazione dell’acqua refrigerante, fattori che contribuiscono ad aggravare la percezione del caldo nei reparti.
Secondo il sindacato, la priorità immediata resta garantire condizioni minime di sicurezza e vivibilità, attraverso una verifica tecnica urgente degli impianti, inclusi i sistemi di climatizzazione e la rete idrica, e un intervento rapido per il ripristino delle condizioni ottimali.
Accanto alle misure strutturali, viene indicata la necessità di attivare anche soluzioni temporanee per fronteggiare l’emergenza in corso: sistemi mobili di raffrescamento, unità climatizzanti provvisorie e, se necessario, il coinvolgimento della Protezione Civile per supporti tecnici e logistici immediati.
“Serve un doppio binario: gestire l’emergenza subito e mettere in sicurezza in modo definitivo gli impianti,” ribadisce Angioni, sottolineando l’urgenza di un piano operativo chiaro, coordinato e verificabile.
Gianfranco Angioni, responsabile regionale, chiede alla Direzione l’attivazione immediata di un tavolo tecnico operativo con tutti i soggetti competenti, per individuare soluzioni rapide, trasparenti e con tempi certi di intervento.
USB Sanità ribadisce infine che il diritto alla cura e alla sicurezza nei luoghi di assistenza non può essere compromesso da criticità strutturali, soprattutto in reparti oncologici ad alta fragilità come quelli del polo oncologico.











