“Per debellare la Dermatite nodulare contagiosa dei bovini, riaprire completamente la movimentazione dei capi e assicurare un futuro al sistema economico del comparto zootecnico della Sardegna dobbiamo vaccinare le mandrie e seguire con rigore la profilassi sanitaria. Fatti come quelli accaduti qualche settimana fa in un’azienda del Sulcis contro un team di veterinari, a cui è stato impedito di procedere con le vaccinazioni, fanno del male alle migliaia di allevatori che con sacrificio stanno rispettando le regole e subendo le conseguenze di chi invece le boicotta. Su questo tema e sugli aggiornamenti per la riapertura delle movimentazioni degli animali nell’Isola e oltre Tirreno, come abbiamo più volte sollecitato nei tavoli istituzionali, la Regione Sardegna continui a informare in modo corretto e con costanza gli imprenditori agricoli, semplificando le comunicazioni, magari stilando delle FAQ da aggiornare tempestivamente, e individuando dei referenti territoriali a cui devono rivolgersi gli allevatori per eventuali chiarimenti”. La presa di posizione, senza giri di parole, è arrivata dal direttore di Confagricoltura Sardegna, Giambattista Monne, che ha aggiunto: “La necessità di proseguire con una azione informativa da parte delle istituzioni, per smontare false notizie che rischiano di mandare in fumo i risultati importanti raggiunti nel contenere la malattia, è sempre più indispensabile”. E se da un lato l’organizzazione agricola più antica d’Italia chiede alla Regione di rafforzare le azioni di informazione sulla dermatite bovina, dall’altro ribadisce la necessità che gli allevatori siano aggiornati in tempi stretti anche sulle riformulazioni normative che giungono da Roma o Bruxelles, a seconda dei report stilati nei territori interessati dal virus. “È quindi di fondamentale importanza – ha concluso Monne – tenere vivo il flusso comunicativo tra istituzioni e servizi veterinari con allevatori e organizzazioni agricole. Il rapporto fiduciario tra mondo produttivo, organi decisionali della politica e braccio operativo nella sanità animale è vitale per eradicare la dermatite bovina, così da permettere a uno dei comparti di eccellenza dell’agricoltura sarda di riprendersi quegli spazi di mercato che, negli ultimi 12 mesi, hanno fatto pagare un prezzo altissimo, in termini di perdite dirette e derivate nel medio periodo, a migliaia di aziende zootecniche”.













