Cagliari, i giovani: “Reddito di cittadinanza? No, vogliamo fare i camerieri ma dateci le paghe giuste”

Non tutti i ragazzi accettano di stare a casa col bonus del Governo. C’è chi, disoccupato, cerca lavoro nella ristorazione. Michela, 26enne di Capoterra: “Ho già fatto stagioni, per 8 ore al giorno voglio almeno 50 euro”. Nabil, 32enne tunisino: “Pronto a venire a Cagliari e fare il cameriere e costruirmi un futuro, in Belgio ho già lavorato in una pizzeria”

No, non tutti i giovani sono attratti dal reddito di cittadinanza. Certo, stando ai racconti del ristoratori sardi, molti preferiscono evitare di dover portare piatti e servire clienti a pranzo o a cena e intascano, mensilmente, centinaia di euro grazie al bonus pensato e introdotto dai 5 Stelle. Con l’estate 2022 alle porte, spuntano fuori i casi di ragazzi e ragazze che sono pronti, così dicono, a rimboccarsi le maniche. E fare i camerieri. Michela Garau ha 26 anni ed è di Capoterra: “Ho già fatto varie esperienze lavorative e stagioni, per esempio a Olbia. Purtroppo, sempre in nero, anche quando ho lavorato come lavapiatti”, racconta. “Sono stata tre giorni in Francia, per lavorare in un ristorante, mi hanno dato duecento euro, più che in Sardegna. Sto cercando lavoro come cameriera, in ristorante o, in hotel, ai piani, o come aiutante in cucina. Non ho il reddito di cittadinanza e non lo voglio, vivo ancora con i miei genitori. A Cagliari non posso permettermi di pagare una stanza e non ho la macchina. Ripeto, non voglio il reddito ma lavorare, basta che paghino bene. Per otto ore sono troppo pochi venticinque euro, devono darmene almeno 50”, sostiene, “così sono disponibile a lavorare mattina e sera. Ho un diploma da odontotecnico in tasca, non mi sono potuta permettere l’università”.

 

 

E c’è anche chi è disposto a fare tanti chilometri per venire in Sardegna e lavorare come cameriere. Nabil Ben Grira, 32 anni, è nato in Tunisia e parla cinque lingue: “Ho lavorato in Brasile, all’aeroporto. In Belgio ho fatto il cameriere in pizzeria, cinquanta euro sicuri per dieci ore al giorno, ma non è molto. Attualmente sono a Lisbona, in Portogallo. A Cagliari ho una mia cara amica, voglio venire e lavorare come cameriere, dando il massimo per costruirmi un futuro”. Lavorare, quindi, niente reddito di cittadinanza: “No”, conferma il giovane. “Voglio guadagnare per ciò che potrò fare e dare una mano alla mia famiglia rimasta in Tunisia, papà, mamma, due sorelle e tre fratelli. Parlo arabo, italiano, inglese, francese e portoghese: spero che il mio sogno possa realizzarsi”.