Cagliari, ex militari ancora in attesa di poter acquistare casa: dopo oltre trent’anni le procedure di alienazione degli alloggi di servizio in Piazza Pigafetta sono ancora in stand-by. Molti di loro sono già deceduti senza aver potuto usufruire del diritto maturato nel tempo.
Atto di diffida e formale messa in mora per la conclusione del delle procedure amministrative di alienazione degli alloggi, nei confronti degli enti sovraordinati, la causa mira anche a individuare con certezza l’Amministrazione competente alla definizione delle singole domande di acquisto presentate dagli aventi diritto.
Gli immobili furono realizzati con fondi statali per “Interventi straordinari per l’edilizia in favore del personale civile e militare della pubblica sicurezza, dell’Arma dei Carabinieri, del Corpo della Guardia di Finanza, del Corpo degli Agenti di Custodia e del Corpo Forestale dello Stato”.
La realizzazione degli interventi venne affidata agli Istituti Autonomi per le Case Popolari (I.A.C.P.), mentre l’assegnazione degli alloggi fu demandata ad una apposita Commissione e la gestione amministrativa ad Area. Gli appartamenti sin dall’inizio
furono destinati a soddisfare specifiche esigenze abitative del personale appartenente ai Corpi dello Stato in regime di locazione sino a poter essere riscattati con l’entrata in vigore della Legge 24 dicembre 1993 n. 560.
La Regione nel 1994 aveva approvato i piani di vendita, accolti favorevolmente dagli aventi diritto.
Nel corso degli anni si sono susseguite ulteriori istanze, richieste di informazioni, solleciti e comunicazioni rivolte alle amministrazioni che si sono susseguite per riscattare le case ma, a distanza di oltre 30 anni, tutto tace, è fermo e nessuno ha ancora adottato alcun provvedimento conclusivo, lasciando la procedura in una situazione di ingiustificata immobilità.
“Questa situazione non può essere ulteriormente tollerata” spiegano i residenti che si sono rivolti agli avvocati Lorenzo e Umberto Locci, con la collaborazione dell’avvocato Claudio Valdes che si sta occupando delle vertenze civilistiche relative ai canoni di locazione richiesti da Area (in ordine ai quali sono pendenti in Tribunale diversi contenziosi).
Il procedimento mira alla conclusione della procedura di alienazione, molti degli assegnatari originari sono purtroppo deceduti senza poter vedere definita la procedura e i loro familiari si sono trovati a subentrare in una situazione amministrativa sospesa, priva di un provvedimento finale e caratterizzata da una situazione di incertezza riguardante l’immobile.
Atto di diffida e formale messa in mora per la conclusione del delle procedure amministrative di alienazione degli alloggi, nei confronti degli enti sovraordinati, la causa mira anche a individuare con certezza l’Amministrazione competente alla definizione delle singole domande di acquisto presentate dagli aventi diritto.
Gli immobili furono realizzati con fondi statali per “Interventi straordinari per l’edilizia in favore del personale civile e militare della pubblica sicurezza, dell’Arma dei Carabinieri, del Corpo della Guardia di Finanza, del Corpo degli Agenti di Custodia e del Corpo Forestale dello Stato”.
La realizzazione degli interventi venne affidata agli Istituti Autonomi per le Case Popolari (I.A.C.P.), mentre l’assegnazione degli alloggi fu demandata ad una apposita Commissione e la gestione amministrativa ad Area. Gli appartamenti sin dall’inizio
furono destinati a soddisfare specifiche esigenze abitative del personale appartenente ai Corpi dello Stato in regime di locazione sino a poter essere riscattati con l’entrata in vigore della Legge 24 dicembre 1993 n. 560.
La Regione nel 1994 aveva approvato i piani di vendita, accolti favorevolmente dagli aventi diritto.
Nel corso degli anni si sono susseguite ulteriori istanze, richieste di informazioni, solleciti e comunicazioni rivolte alle amministrazioni che si sono susseguite per riscattare le case ma, a distanza di oltre 30 anni, tutto tace, è fermo e nessuno ha ancora adottato alcun provvedimento conclusivo, lasciando la procedura in una situazione di ingiustificata immobilità.
“Questa situazione non può essere ulteriormente tollerata” spiegano i residenti che si sono rivolti agli avvocati Lorenzo e Umberto Locci, con la collaborazione dell’avvocato Claudio Valdes che si sta occupando delle vertenze civilistiche relative ai canoni di locazione richiesti da Area (in ordine ai quali sono pendenti in Tribunale diversi contenziosi).
Il procedimento mira alla conclusione della procedura di alienazione, molti degli assegnatari originari sono purtroppo deceduti senza poter vedere definita la procedura e i loro familiari si sono trovati a subentrare in una situazione amministrativa sospesa, priva di un provvedimento finale e caratterizzata da una situazione di incertezza riguardante l’immobile.
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