Cagliari, ecco la pista ciclabile in via Liguria: “Strada più stretta, sarà il caos”

La Giunta Truzzu “conferma” le corsie per i ciclisti, operai già in azione per piazzare il rasocrete. I commercianti: “Ogni giorno passano migliaia di automobili, avranno meno spazio e regnerà il caos. Nessuno spegne il motore dell’auto quando è in coda, ci sarà più inquinamento. Come faranno a raggiungerci i nostri clienti?”


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Il Comune ha deciso di confermare la pista ciclabile in via Liguria a Cagliari. Il progetto è datato e risale alla Giunta Zedda: all’origine di tutto c’è la volontà di “chiudere” l’anello ciclabile che parte sin dalla zona di San Michele-Is Mirrionis. Gli operai sono già a buon punto: il rasocrete colora di rosso i bordi della strada, sia sul lato del liceo Pacinotti sia su quello dove ci sono tanti negozi. Spazio anche alle bici, quindi, con un ovvio restringimento delle corsie, in una strada nella quale, ogni giorno, passano migliaia di automobili, tra chi deve raggiungere la zona di San Benedetto e chi ha la necessità di arrivare sino alla rotonda di via Cadello. E i commercianti, ancora una volta, si scagliano contro la creazione della pista: prima, lì, i parcheggi erano attaccati al marciapiede. Ora, sempre se l’amministrazione comunale deciderà di confermare anche questo dettaglio, potrebbero arrivare gli stalli a spina di pesce. Ma il ritornello di chi ha un’attività commerciale che, all’improvviso, affaccia non più direttamente sulle lamiere ma sulla corsia riservata ai ciclisti, non cambia: “Pochissimi cagliaritani vanno in bicicletta, i nostri clienti sono abituati ad arrivare sin qui con l’auto”.

“La pista mi danneggerà, prima i miei clienti potevano venire qui con l’auto, fermarsi e acquistare”, afferma Nunzia Meloni, titolare da venticinque anni di una cartoleria, “la crisi sarà ancora più profonda. Mi sarei aspettata che la nuova Giunta non facesse la pista ciclabile, ma se l’avevano già deliberato allora, evidentemente, si doveva fare”, osserva, sconsolata, la negoziante. “Qui ogni giorno c’è il caos, tra i bambini che escono dal liceo Pacinotti e le tante auto che arrivano quando ci sono deviazioni al traffico in via Cadello. Non ho mai visto passare ciclisti davanti al mio negozio”. Contrario alla corsia dedicata agli amanti delle due ruote senza motore anche Giampiero Onali, settantacinque anni, da oltre mezzo secolo alla guida di un negozio di idraulica: “Forse produrrà benefici tra quarant’anni. Cagliari non è una città ciclabile, troppe salite. Le piste vanno bene, magari, a Quartu, Elmas e Monserrato. La carreggiata verrà ristretta e ci sarà più inquinamento perchè quasi nessun automobilista”, fermo in coda, “spegne il motore della macchina. Faccio fatica, quando arrivo con l’auto, a trovare un parcheggio libero e gratuito, devo sempre pagare la sosta”.