CAGLIARI – Finalmente una svolta per chi vive da anni nel limbo del precariato scolastico. Dopo oltre un decennio di contratti a termine rinnovati senza soluzione di continuità, una docente della scuola primaria residente a Cagliari ha ottenuto giustizia in tribunale, con il riconoscimento dell’abuso subito e un risarcimento economico a suo favore.
La sentenza, emessa dal Tribunale di Cagliari, ha accertato l’illegittima reiterazione dei contratti a tempo determinato, confermando quanto sostenuto dalla Uil Scuola Sardegna, che ha assistito la lavoratrice nel ricorso, patrocinato dall’avvocata Elisabetta Mameli.
La docente ha prestato servizio dal 2015 al 2025 attraverso una lunga serie di incarichi annuali. Secondo quanto emerso nel corso del procedimento, questi contratti non erano legati a esigenze temporanee – come sostituzioni per maternità o malattia – ma servivano a coprire posti vacanti e stabili, evidenziando un fabbisogno strutturale di personale.
Il giudice del lavoro ha quindi riconosciuto l’abuso da parte dell’amministrazione, stabilendo due principi chiave: il superamento dei 36 mesi di servizio su posti vacanti rende illegittima la reiterazione dei contratti e, di conseguenza, dà diritto al risarcimento del danno.
Per la docente è stata così disposta un’indennità omnicomprensiva, compresa tra un minimo di 2,5 e un massimo di 12 mensilità dell’ultima retribuzione.
“Questa sentenza conferma che la Pubblica Amministrazione non può utilizzare il precariato come soluzione strutturale”, commenta Giuseppe Corrias, segretario regionale della Uil Scuola Sardegna. “Viene riconosciuto il diritto del lavoratore a non subire un uso distorto dei contratti a termine e a ottenere un ristoro per anni di incertezza”.











