Col fiato sospeso per Sant’Efisio. A pochi giorni dalla storica processione del primo maggio, resta l’incognita sull’impiego dei buoi, elemento centrale del rito, mentre si attende la decisione di Regione e Asl sulla possibile proroga della quarantena dei bovini oltre il 30 aprile, disposta dopo i recenti casi di dermatite.
Il verdetto, atteso in giornata, sarà determinante per capire se le tradizionali traccas e il cocchio del Santo – appena restaurato – potranno percorrere regolarmente il tragitto verso i luoghi del martirio. Nel frattempo, l’Arciconfraternita del Gonfalone e gli organizzatori stanno lavorando a soluzioni alternative da sottoporre alla Soprintendenza.
Tra le ipotesi sul tavolo, quella di un trasporto a spalla del simulacro almeno nel primo tratto, da Cagliari fino a Capoterra, utilizzando una portantina già impiegata in altre occasioni solenni. In questo scenario, i buoi entrerebbero in processione solo successivamente, nei territori non interessati dalle eventuali restrizioni, tra Capoterra, Pula e Nora.
Diversa la prospettiva nel caso in cui il blocco sanitario venisse esteso a tutta l’isola: in quel caso si dovrebbe rinunciare completamente agli animali, con la cancellazione delle sedici traccas previste e del trasporto dei cocchi, simboli identitari della festa. Tra le alternative, prende quota l’uso di un mezzo, come un piccolo furgone, per garantire comunque lo svolgimento del pellegrinaggio lungo tutte le tappe.
Qualunque decisione dovrà comunque passare al vaglio della Soprintendenza, chiamata a valutare soluzioni che, pur nell’emergenza, preservino il valore e la solennità della celebrazione più attesa e sentita della Sardegna.










