Non solo violenza e risse tra le vie del centro storico, urla, schiamazzi e musica alta disturbano il sonno ai residenti a tal punto da “generare gravissime patologie”.
La stagione estiva è ormai un ricordo, i locali del Poetto pian piano si svuotano e il popolo della notte si trasferisce nei punti di ritrovo al chiuso, quelli ubicati principalmente tra via Roma e il corso Vittorio Emanuele. Ma la movida spesso esagera, trasformandosi in malamovida che crea disagi ampiamente denunciati da anni. Decine di giovani si radunano in strada, sui marciapiedi e non si preoccupano di quelle porte e finestre che si affacciano sopra di loro, dove famiglie, anziani, bambini, lavoratori, fragili vorrebbero dormire la notte, come il ritmo biologico richiede, insomma.
Portavoce dei residenti furibondi è Adolfo Costa: “Il sonno è come un pasto, interromperlo o non farlo per niente causa gravissime patologie. Non lo dico io ma i medici ed è una situazione che non possiamo procrastinare, questo sta diventando il problema dei problemi. Anche più grave, perché genera comunque delinquenza. Chi trascorre la notte in questo modo è perché non ha niente da fare durante il giorno e genera anche problemi legati alla sicurezza.
Il sonno mancante o disturbato genera danni fisici e mentali. Il rumore crea patologie che sono certificate e il non intervenire a 360° determina quello che sta accadendo già da anni: si ricorre a psicologi, il voler cambiare casa per chi può e non riteniamo che questo non sia assolutamente accettabile in una società civile”.













