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“Cagliari, allarme giovanissimi: ragazzine controllate in maniera ossessiva dai fidanzati nenni”

di Valeria Putzolu
15 Febbraio 2021
in cagliari, zapertura

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“Cagliari, allarme giovanissimi: ragazzine controllate in maniera ossessiva dai fidanzati nenni”

Risse alcol e droga: Luca Pisano, esperto di cyberbullismo a Radio CASTEDDU.

L’ultima rissa di Cagliari ancora una volta finisce su Telegram, sembra ci sia il gusto di condividere questi spiacevoli episodi e ogni sabato sta succedendo così: “Purtroppo il fenomeno è in aumento, per quanto riguarda Cagliari è un fenomeno antico che in quest’ultimo periodo si sta affermando sempre di più.

Quello che dobbiamo mettere in evidenza è che non esiste un gruppo di ragazzi problematico ma esiste una cultura problematica. La trasgressione diventata una cultura nella città metropolitana di Cagliari che si basa su alcol, droghe, risse e controllo delle relazioni sentimentali dei maschi nelle femmine”.

Molti maschi vogliono “comandare” le ragazze sia nella vita normale che in quella digitale “per cui non sono libere di vestirsi come preferiscono quando sono fidanzate, di chattare con gli amici via Instagram e questo è un aspetto di questa cultura della trasgressione. Quando non sono fidanzate, sono libere di vestirsi anche in modo esagerato, sensuale: c’è una visione stereotipata, maschilista di quelle che sono le relazioni sentimentali, ragazzi che non hanno capito che esiste la parità dei sessi e che le ragazze sono come loro, che una ragazza ha diritto di parlare, di chattare con altri ragazzi e che non può essere una prerogativa del sesso maschile. Hanno disprezzo nei confronti delle ragazze, considerate dei trofei che non possono più esporsi nei social network in maniera evidente quando si fidanzano”.

 

“Noi dobbiamo smetterla di continuare a dare la colpa ai genitori, che non sono capaci di educare i figli.

Quando si incontrano al porto, al Corso, in piazza Yenne fondamentalmente partecipano a questa cultura trasgressiva e si trasformano: a casa sono in un modo, quando esco possono diventare in un altro. Qualcuno presenta dei sintomi già particolarmente rilevanti altri invece si trasformano; è un fenomeno culturale e non bisogna pensare che interessa solo alcune famiglie.

Io penso che i giovani non contano nulla in questa società di anziani dove la priorità è data ai rifiuti, alle piste ciclabili e alle rotonde, non comprendendo che loro sono il nostro futuro e se non interveniamo nei prossimi anni loro diventeranno, fondamentalmente, una classe operativa e dirigente non formatta adeguatamente. Quindi bisogna metterli al centro delle politiche giovani”.

 

La tecnologia non può essere il motivo scatenante, deve esserci qualche altra cosa che è cambiata: “Io penso che 15, 20, 30 e anche 40 anni fa il gaggio o il nenno, come viene chiamato oggi, erano figure fondamentalmente disprezzate dai più, potevano essere in qualche momento temute, forse ammirate. Ma nella sostanza disprezzate. C’è stato un cambiamento culturale importante ma non solo per i ragazzini problematici ma per tutti quelli della città metropolitana perché incarnano il ruolo di quello forte, di quello che si impone sugli altri, di quello figo perché beve e si fa di canne ed è quello di successo perché picchia ed è visibile dalle ragazzine. Quindi il nenno, il gaggio sono diventati dei valori proprio perché nella sostanza rappresentano il ragazzino di successo che riesce a farcela e a vincere sugli altri.

Siamo rovinati se non interveniamo, la situazione negli ultimi 5 anni non è né aumentata né diminuita, nella sostanza c’è una stabilizzazione del fenomeno. Ovviamente quando siamo arancioni queste problematiche emergono molto di meno ma basta diventare gialli che nuovamente si ripresentano. Sicuramente i genitori hanno anche la loro responsabilità però non è tutta colpa loro perché è evidente che prima del mondo digitale, che è avvenuto nel 2009, il lavoro di un genitore era più semplice perché doveva gestire un figlio che si muoveva tra casa, scuola e un quartiere.

Con l’esplosione del social network, che ha permesso di aprire la connessione virtuale, il compito di un genitore è molto più complesso perché non si limita più a controllare ed educare nell’ambito di un quartiere ma è proiettato su dimensioni molto più rilevanti. Il genitore è impotente di fronte a tutto questo, una quantità di stimoli, tutti quanti sulla devianza; c’è una cultura malata che trasmette prevalentemente messaggi devianti e trasgressivi, normalizzandoli”.

 

Risentite qui l’intervista a Luca Pisano del direttore Jacopo Norfo e di Paolo Rapeanu

https://www.facebook.com/castedduonline/videos/152063730090231/

e scaricate gratuitamente l’APP di RADIO CASTEDDU

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Tags: CagliarigiovanissiminenniRagazzine
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