Scuole che sembrano scatole, contenitori malandati dove i ragazzi, le future generazioni, si formano tra mille difficoltà e “non è solo una questione di temperature, ma di dignità scolastica”.
Presso la sede succursale, la pazienza dei genitori è ormai esaurita, al centro della protesta c’è il racconto di una madre esasperata che descrive una situazione limite: aule gelide, infrastrutture fatiscenti e una burocrazia che sembra ignorare il benessere degli studenti.
Freddo e termosifoni spenti: sei ore al gelo: con l’arrivo delle giornate di pioggia e del calo termico, la permanenza a scuola è diventata un “calvario”. I termosifoni restano spenti, costringendo i ragazzi a seguire le lezioni in un ambiente tutt’altro che confortevole.
“I nostri figli devono restare seduti per sei ore in classi gelide,” lamenta una delle mamme. “In un periodo di freddo intenso e pioggia costante, pretendere che mantengano la concentrazione in queste condizioni è assurdo.”
La situazione rasenta il paradosso in una delle aule, dove la presenza di un buco nel muro aggrava l’ingresso degli spifferi. Dopo una breve parentesi in cui la classe era stata spostata in un locale più idoneo, è arrivato il dietrofront.
Secondo quanto riferito, a seguito di alcune resistenze logistiche interne, gli studenti sono stati costretti a tornare nell’aula originaria: quella con il buco e senza riscaldamento. Un rimpallo di responsabilità che ha lasciato i ragazzi, letteralmente, al freddo.
È partita così la fuga verso altri istituti, i disagi non sono una novità di quest’anno, ma il culmine di criticità trascinate nel tempo. Le conseguenze sono visibili nei registri: la classe si è progressivamente spopolata. Da un gruppo numeroso, oggi restano appena 9 studenti.
“Se ne sono andati in tantissimi,” continua la madre. “Vedere una classe ridotta così crea un senso di abbandono e disagio in ragazzi che stanno vivendo un’età già di per sé complicata. Un ambiente accogliente è la base per la loro serenità e crescita.”
Numerose segnalazioni inviate alle istituzioni di competenza, le famiglie denunciano una mancanza di interventi incisivi, nonostante le diverse riunioni e l’ascolto fornito. La sensazione è quella di un’istituzione che non riesca a risolvere criticità strutturali che stanno portando, di fatto, allo svuotamento della classe e ad un senso di malcontento generale.
In un’età delicata come quella adolescenziale, la scuola dovrebbe essere un porto sicuro e stimolante. Al momento, per i nove “superstiti” del Classico dell’Euclide, sembra essere solo una prova di resistenza.












