A poche ore dall’attesissimo, annuale appuntamento dei cagliaritani – e non solo – con fede e tradizione, ancora nessuna decisione è stata presa, o almeno ufficializzata, sull’utilizzo dei buoi per trainare il cocchio del santo. A pochi giorni dalla storica processione del primo maggio, resta dunque l’incognita sull’impiego dei buoi, elemento centrale del rito, a causa del fermo degli animali imposto per ragioni sanitarie visti i nuovi focolai di dermatite bovina.
Tra le ipotesi sul tavolo, quella di un trasporto a spalla del simulacro almeno nel primo tratto, da Cagliari fino a Capoterra, utilizzando una portantina già impiegata in altre occasioni solenni. In questo scenario, i buoi entrerebbero in processione solo successivamente, nei territori non interessati dalle eventuali restrizioni, tra Capoterra, Pula e Nora.
Nel caso in cui il blocco sanitario venisse esteso a tutta l’isola, si dovrebbe rinunciare completamente agli animali, con la cancellazione delle sedici traccas previste e del trasporto dei cocchi, simboli identitari della festa. Tra le alternative, prende quota l’uso di un mezzo, come un piccolo furgone, per garantire comunque lo svolgimento del pellegrinaggio lungo tutte le tappe.
Qualunque decisione dovrà comunque passare al vaglio della Soprintendenza, chiamata a valutare soluzioni che, pur nell’emergenza, preservino il valore e la solennità della celebrazione più attesa e sentita della Sardegna. In tempi ormai ristrettissimi.









