Un sistema di fatturazioni inesistenti per evadere il fisco e ridurre il carico di Iva, Ires e Irap. È quanto hanno scoperto i finanzieri del comando provinciale di Cagliari, che hanno eseguito un sequestro preventivo da 800mila euro nelle province di Cagliari e Napoli, su disposizione del gip del capoluogo sardo, nei confronti di un imprenditore di nazionalità cinese.
L’uomo, residente a Cagliari e attivo nel commercio all’ingrosso di abbigliamento e accessori, avrebbe emesso fatture false per un importo complessivo superiore a 1,6 milioni di euro con l’obiettivo di frodare l’erario.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Cagliari, la società si sarebbe avvalsa di un articolato sistema di frode basato sull’utilizzo di imprese “cartiere”, prive di una reale struttura imprenditoriale. Le aziende coinvolte, anch’esse riconducibili a soggetti cinesi e con sedi in Toscana, Lombardia, Veneto e Lazio, avrebbero emesso tra il 2019 e il 2021 fatture per operazioni inesistenti.
I documenti fiscali, stando agli accertamenti, presentavano caratteristiche ricorrenti: mancava la descrizione dei beni acquistati, gli importi erano sempre inferiori ai 3mila euro — soglia prevista dalla normativa antiriciclaggio vigente all’epoca — e i pagamenti venivano effettuati in contanti, così da eludere la tracciabilità.
All’imprenditore è stato contestato il reato di dichiarazione fraudolenta mediante l’utilizzo di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. Le indagini proseguono per chiarire eventuali ulteriori responsabilità e ramificazioni del sistema.












