«L’ex carcere di Buoncammino rappresenta uno dei luoghi più simbolici della storia di Cagliari. Restituirlo finalmente alla città è un obiettivo che condividiamo pienamente. Proprio per questo riteniamo indispensabile che un progetto così strategico venga affrontato con la massima trasparenza, con serietà amministrativa e con il pieno coinvolgimento del Consiglio comunale».
Con queste parole la consigliera comunale Stefania Loi, prima firmataria dell’interrogazione depositata in Consiglio comunale, interviene sul progetto di riqualificazione dell’ex istituto penitenziario annunciato dall’Amministrazione.
L’iniziativa consiliare nasce dall’esigenza di fare piena chiarezza sullo stato di avanzamento di un intervento destinato a trasformare il complesso in un polo culturale, universitario, sociale e istituzionale.
«Abbiamo ascoltato dichiarazioni che delineano una prospettiva certamente positiva. Tuttavia, un progetto di questa portata non può basarsi esclusivamente sugli annunci. È necessario conoscere lo stato effettivo della progettazione, il quadro economico, le fonti di finanziamento, il cronoprogramma dei lavori e il modello di gestione che dovrà garantire la sostenibilità della struttura una volta completato il recupero».
L’interrogazione affronta in modo organico tutti gli aspetti fondamentali dell’operazione: dall’iter progettuale alla programmazione degli interventi, dalle risorse economiche disponibili ai rapporti tra gli enti coinvolti, fino alla futura governance del complesso.
«Parliamo di uno dei più importanti interventi di rigenerazione urbana degli ultimi decenni. Per questo è doveroso sapere chi gestirà la struttura, con quali risorse e secondo quale modello organizzativo, affinché un bene pubblico di tale valore continui a essere amministrato esclusivamente nell’interesse della collettività».
Un capitolo specifico è dedicato anche alla mobilità e all’accessibilità del futuro polo.
«Se il progetto porterà nel quartiere migliaia di studenti, cittadini e visitatori, è indispensabile conoscere quali valutazioni siano state svolte sugli effetti in termini di traffico, parcheggi e trasporto pubblico. La riqualificazione di Buoncammino deve integrarsi con la città, migliorandone la vivibilità e non creando nuove criticità».
L’interrogazione richiama inoltre l’attenzione sulla tutela della memoria storica del complesso.
«Buoncammino non è soltanto un edificio da restaurare. È un luogo che racconta oltre un secolo di storia della nostra città e custodisce le vicende umane di migliaia di persone. Per questo chiediamo che il progetto preveda spazi permanenti dedicati alla memoria del carcere, affinché il recupero architettonico sia accompagnato anche dalla valorizzazione della memoria collettiva».
Infine, la consigliera sottolinea la necessità di un confronto pubblico sulle scelte che accompagneranno la trasformazione dell’ex carcere.
«Un progetto destinato a cambiare il volto di Cagliari non può essere costruito esclusivamente negli uffici dell’amministrazione. È necessario aprire un confronto reale con il Consiglio comunale, con l’Università, con gli Ordini professionali, con le istituzioni culturali, con le associazioni e con i cittadini. Solo attraverso un percorso condiviso Buoncammino potrà diventare davvero un patrimonio della città e un motore di sviluppo culturale, sociale ed economico per l’intero territorio».











