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Brotzu senza direttore dopo l’addio di Guerrieri, sindacati all’attacco: “Non si può stare senza una figura essenziale”

All’ARNAS Brotzu continua a mancare una delle figure fondamentali dell’assetto aziendale. Dopo le dimissioni del direttore amministrativo Antonio Guerrieri, non risulta ancora nominato il suo successore.

di Jacopo Norfo
28 Agosto 2026
in cagliari

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All’ARNAS Brotzu continua a mancare una delle figure fondamentali dell’assetto aziendale. Dopo le dimissioni del direttore amministrativo Antonio Guerrieri, non risulta ancora nominato il suo successore.

Per USB PI Sanità non si tratta di un dettaglio organizzativo né di una normale procedura amministrativa destinata semplicemente a concludersi con una nuova nomina. Il problema è politico e sindacale, perché riguarda il modo in cui viene governata una delle strutture sanitarie più importanti della Sardegna e, soprattutto, la capacità dei vertici di programmare per tempo le esigenze dell’Azienda.

«Il punto non è soltanto che oggi manca il direttore amministrativo», dichiara Gianfranco Angioni, referente aziendale USB PI Sanità. «Il punto è capire perché, nel momento in cui Antonio Guerrieri ha rassegnato le dimissioni, non fosse già pronta una soluzione per garantire la continuità. In un’azienda come il Brotzu non si può aspettare che una posizione apicale diventi vacante per poi cominciare a chiedersi come sostituirla».

«Questa vicenda racconta ancora una volta un problema più generale», prosegue Angioni. «Da tempo assistiamo a una gestione che troppo spesso sembra vivere alla giornata, rincorrendo le emergenze anziché prevenirle. E quando parliamo di sanità pubblica questo non è un problema soltanto amministrativo: è un problema politico, perché riguarda le scelte, le responsabilità e il modello di gestione che si vuole dare al servizio sanitario».

La direzione amministrativa rappresenta una funzione essenziale per assicurare continuità e capacità decisionale. Programmazione delle risorse, procedimenti amministrativi, organizzazione, gestione e attuazione delle decisioni aziendali richiedono una struttura dirigenziale pienamente operativa e in grado di assumersi responsabilità precise.

«Non vogliamo che si faccia passare questa situazione come una questione interna agli uffici», afferma Angioni. «Quando manca una figura apicale, le conseguenze possono ricadere sull’intera organizzazione. E alla fine, come sempre, a pagare sono i lavoratori, che devono mandare avanti i servizi nonostante le difficoltà, e i cittadini, che hanno diritto a una sanità pubblica efficiente».

«Il personale del Brotzu non può essere utilizzato come ammortizzatore delle inefficienze organizzative», continua. «Non si può continuare a chiedere sacrifici, flessibilità e responsabilità ai lavoratori mentre contemporaneamente si tollerano vuoti nella struttura che dovrebbe programmare e governare l’Azienda».

«Da tempo denunciamo le criticità presenti all’interno dell’ARNAS Brotzu, dalle carenze di personale amministrativo, sanitario e tecnico alle difficoltà organizzative nei diversi presidi, fino ai problemi legati agli interventi strutturali e alla necessità di garantire condizioni adeguate per chi lavora e per chi accede ai servizi», sottolinea Angioni. «Sono questioni che non possono essere affrontate ogni volta come emergenze isolate. Esiste un problema complessivo di organizzazione e programmazione che deve essere affrontato con decisioni precise e con responsabilità chiare».

«Non si può continuare a gestire la sanità pubblica come se ogni problema fosse un fulmine a ciel sereno», aggiunge. «Le carenze di personale si conoscono, le necessità organizzative si conoscono, le posizioni dirigenziali che diventano vacanti si conoscono. Quello che manca, troppo spesso, è la capacità di programmare per tempo».

Per USB PI Sanità, la situazione determinatasi dopo le dimissioni di Antonio Guerrieri rappresenta quindi un ulteriore campanello d’allarme sulla necessità di cambiare metodo di gestione.

«Il Brotzu non ha bisogno di altri rattoppi», afferma Angioni. «Ha bisogno di una strategia. Ha bisogno di una direzione aziendale che sappia programmare, di una struttura organizzativa adeguata e di una politica del personale che non sia basata soltanto sulla gestione delle emergenze».

«Da parte nostra non accetteremo che la responsabilità venga sempre trasferita verso il basso», continua. «Quando qualcosa non funziona, non può essere sempre colpa del lavoratore che non riesce a fare abbastanza. Bisogna avere il coraggio di guardare alle responsabilità organizzative e alle scelte di chi governa».

USB PI Sanità chiede quindi all’Azienda di chiarire pubblicamente le ragioni del ritardo nella nomina, i tempi previsti per individuare il nuovo direttore amministrativo e le modalità con cui, nel frattempo, viene garantita la piena funzionalità della direzione.

«Vogliamo risposte chiare», dice Angioni. «Non ci interessano formule burocratiche o risposte di circostanza. Vogliamo sapere quali sono i tempi, chi garantisce oggi le funzioni amministrative e soprattutto quale sia il progetto di organizzazione che la direzione intende portare avanti».

«Perché il problema non è soltanto occupare una casella», precisa. «Il problema è capire quale idea di Azienda ci sia dietro le decisioni che vengono prese. Noi vogliamo un Brotzu che investa sul personale, che programmi, che valorizzi le professionalità e che metta i lavoratori nelle condizioni di operare bene. Non un’Azienda costretta continuamente a tamponare le proprie difficoltà».

Per USB PI Sanità, la questione assume una valenza ancora più significativa alla luce delle difficoltà che attraversa complessivamente il sistema sanitario pubblico regionale.

«La sanità pubblica non può essere governata con la logica dei tagli, delle carenze e delle emergenze permanenti», afferma Angioni. «Se vogliamo difendere il diritto alla salute, dobbiamo prima di tutto difendere la capacità del servizio pubblico di programmare e di avere strutture organizzate. E questo significa investire sulle persone, sulle professionalità e sulle responsabilità».

«Non possiamo continuare ad assistere a un sistema nel quale si interviene soltanto quando le criticità diventano emergenze», continua Angioni. «La politica sanitaria deve tornare a fare quello che dovrebbe: programmare, investire e assumersi la responsabilità delle proprie scelte. Il personale non può essere lasciato solo a gestire le conseguenze di decisioni che arrivano sempre in ritardo».

«USB PI Sanità continuerà a fare il proprio mestiere», conclude Angioni. «Continueremo a denunciare ciò che non funziona e a difendere i lavoratori, senza fare sconti a nessuno. Perché il Brotzu appartiene alla sanità pubblica sarda e non può essere gestito come una macchina che deve semplicemente arrivare alla fine della giornata. Serve una svolta nel metodo di governo: meno emergenze, meno soluzioni provvisorie, meno scaricabarile e più programmazione, più responsabilità e più rispetto per chi ogni giorno tiene in piedi il servizio sanitario pubblico. Non si può governare il più importante polo sanitario della Sardegna senza una struttura dirigente pienamente operativa e senza una visione chiara del futuro. Su questo USB PI Sanità non farà passi indietro».

Tags: brotzu
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