Sono arrivati anche in Italia gli attacchi hacker che hanno mandato in tilt i controlli della refrigerazione dei supermercati in mezza Europa. Sono stati registrati infatti casi Emilia- Romagna, Toscana e Sicilia. I frigoriferi di diversi punti vendita importanti come la Coop hanno subito un’alterazione della temperatura fino a 50 gradi, provocando l’inevitabile deterioramento dei cibi.
La delicata situazione ha portato alla convocazione di un vertice d’urgenza del Sottosegretario Alfredo Mantovano con il direttore dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale e dei direttori delle agenzie di intelligence, Aise e Aisi.
Le raccomandazioni per evitare ulteriori danni e attacchi sono soprattutto verificare che i sistemi di controllo e teleassistenza non siano direttamente esposti su Internet, separarli dalle reti informatiche aziendali, proteggere gli accessi remoti attraverso Vpn e autenticazione a più fattori.
importantissimo, inoltre, sostituire tutti i dispositivi e i sistemi non aggiornati e non abbastanza moderni.
“Dai primi accertamenti emerge che in Italia l’impatto degli attacchi è al momento fortemente limitato: sono state interessate poche unità commerciali, a fronte delle migliaia presenti sull’intero territorio nazionale, per lo più munite ancora adesso di sistemi di sicurezza obsoleti, con interfacce esposte direttamente su Internet e carenze nei meccanismi di autenticazione”, spiega una nota di Palazzo Chigi. “La gran parte della catena di distribuzione risulta invece dotata di sistemi di protezione aggiornati, in grado di respingere intrusioni malevole.
Non è emerso alcun caso di rischio per la salute dei cittadini riconducibile a fenomeni di scongelamento. Ogni eventuale segnalazione di anomalia viene peraltro notificata dall’ACN ai NAS dei Carabinieri, al fine di garantire tempestivi interventi. L’ACN sta inoltre incontrando i rappresentanti delle categorie interessate e gli amministratori dei principali operatori del settore.
Il Governo, in tutte le sue articolazioni, continuerà ad agire lungo quattro direttrici: monitoraggio e analisi della minaccia, attività peraltro avviata già da mesi; interlocuzione costante con i fornitori e i venditori della filiera alimentare; individuazione e tempestiva notifica dei soggetti esposti; diffusione su larga scala di comunicazioni preventive e indicazioni per la mitigazione dei rischi nei settori interessati.
Non sussiste quindi alcun allarme, ma permane la massima attenzione da parte di tutti i soggetti istituzionali competenti.”












