Assemini, viabilità extraurbana compromessa e pericolosa

ViviAssemini denuncia: “Quattro anni di promesse cadute nel vuoto”

Di Massimo Carboni, Comitato Civico “ViviAssemini”

 

La viabilità extraurbana asseminese è gravemente compromessa e pericolosa. A pagarne le conseguenze sono i residenti e le imprese agricole già in balia di una crisi senza precedenti. La maggioranza non reagisce, accompagnando la città e le sue prospettive di crescita in un progressivo e inesorabile declino.

Milioni di euro spesi in quattro anni per mantenere una macchina amministrativa e una classe politica che continua a non dare indirizzi, lasciando che i servizi erogati siano sempre più scadenti. Chi è stato chiamato a governare continua a vivere nel proprio mondo, costellato di slogan ripetitivi e privi di senso compiuto. La viabilità minore e rurale continua ad esprimere la precarietà di rendimento di una giunta e di una maggioranza ancora evidentemente priva di obiettivi strategici. Segnaletica fatiscente, assenza di toponomastica e buche che diventano voragini, isolano – invece che collegare – gli agglomerati socio produttivi ai mercati. La viabilità extraurbana reclama attenzioni politiche che continuano a non arrivare, rendendo necessario un ammontare di denaro sempre maggiore. Tutto questo mentre l’amministrazione comunale, in un periodo di ristrettezze finanziarie, non risparmia eccesso di zelo verso i grandi gruppi economici, spende per un numero di consulenti senza precedenti e per la modifica di progetti ereditati (come il teatro delle ex scuole Pintus). Eppure basterebbe poco: un ordinario senso di responsabilità che ragioni in termini di logica, puntualità e sistema. Del resto, oltre al problema legato alla funzionalità delle strade rurali vi è anche quello della sicurezza.

Manca un anno alla fine del mandato politico. Poco per realizzare quanto promesso in campagna elettorale, in cui il rilancio del settore primario era uno dei punti centrali. Perciò, auspichiamo che almeno si riesca a conservare quanto ereditato da un passato già abbondantemente giudicato. 

 

  

 


In questo articolo: