Assemini, centro di salute mentale azzoppato: “Aperto solo la mattina, 1800 pazienti senza aiuti per molte ore”

Scatta l’orario ridotto nella struttura di via Raffaello, l’sos dei sindacati: “Dodici infermieri, due medici e un Oss costretti a fare i salti mortali. Dal pomeriggio alla mattina successiva il centro rimane chiuso, come faranno migliaia di famiglie sarde in caso di un Tso o di un intervento urgente per i propri cari?”

Il centro di salute mentale dell’Ats di Assemini “inaugura” il servizio ridotto, e scoppia la polemica. Visite e aiuti garantiti ai circa 1800 pazienti di un’area che va da Cagliari sino a Vallermosa solo sino al primo pomeriggio. Poi, “dalle quindici”, porte chiuse. La denuncia arriva dal sindacato Fials, attraverso il suo segretario provinciale Paolo Cugliara: “Una situazione che rischia di diventare drammatica per migliaia di sardi. All’interno della struttura, già da tempo, lavorano due medici, dodici infermieri e un’Operatore socio sanitario. Sono troppo pochi e devono fare i salti mortali per gestire le situazioni ordinarie e le urgenze”. Insomma, l’organico, stando al sindacalista, sarebbe “ridotto all’osso. Dalle quindici e sino all’indomani mattina hanno deciso di non erogare nessun servizio, e in caso di urgenza, come un trattamento sanitario obbligatorio o se c’è un malato grave, che si fa?”.

Il dubbio (e la paura) di Cugliara è principalmente uno: “Gli ospedali sono sempre saturi, i parenti di un malato psichiatrico, in caso di emergenza, dove lo portano?”. Inoltre, “è una situazione che avvilisce e mette in seria difficoltà anche gli operatori stesi. Siamo avviliti e amareggiati per questa ennesima decisione presa dall’Ats Sardegna, che va nella direzione di un ulteriore taglio ai servizi sanitari essenziali”.