“A Cagliari fermano le ‘api’ per turisti, addio a 1500 euro al mese: siamo una città troppo arretrata”

I piccoli veicoli che per anni hanno scarrozzato tantissimi turisti per tutto il centro storico si devono fermare: “Dovremo attendere i clienti parcheggiati in garage, è chiaro che è una regola assurda. Nel resto del mondo una simile attività è valorizzata, qui il Comune ci ha fatto solo promesse”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA all’imprenditore Alberto Serci

Il fastidio più grande sembra essere principalmente uno: “Città come Lisbona, o Madrid, sono invase da questo tipo di mezzi, che forniscono un servizio allegro, carino e colorato per i turisti. Invece, qui…”. Il “qui” è Cagliari, e le parole sono di Alberto Serci. Quarantadue anni, è il gestore di “Apelisetta”, uno dei tanti servizi di “api” – veicoli simili ai tuk tuk dell’India, per intenderci – che scarrozzano turisti per le vie della città. Meglio, che scarrozzavano. La polizia Municipale ha imposto loro lo stop alle attività su strada. Che vuol dire? Semplice: anche loro rientrano nel settore del “noleggio con conducente”, quindi devono aspettare il cliente (o i clienti) dentro il garage: “Un’assurdità, ci hanno fermato all’improvviso chiedendoci di rispettare questa regola, ma il nostro è un servizio che svolgiamo in strada proprio perché è dedicato ai turisti, non siamo noleggiatori con conducente”, afferma Serci. “Tre anni fa ho presentato una richiesta al Suap del Comune, una segnalazione di inizio attività, permette di poter lavorare dal giorno stesso della presentazione della carta. I nostri veicoli, poi, non rientrano tra quelli che necessitano di una certa licenza”.

Fa due conti in croce, Alberto Serci: “Da oggi dico addio a circa 1500 euro mensili, è quanto riesco a fare in un mese. Ho sempre pagato le tasse, abbiamo un regime fiscale vantaggioso, se ne va via solo il cinque per cento. Io e e miei colleghi, alcuni dei quali non hanno un altro lavoro come me e si trovano quindi in grossa difficoltà,  siamo stati più volte al Comune per chiedere di regolarizzare le nostre situazioni, ci è sempre stato risposto che stavano lavorando ad un regolamento”. Che, nei fatti, non è ancora arrivato. E allora tutti ai box: “Assurdo, davvero assurdo. Per il Comune dovremmo essere un valore aggiunto, diamo un servizio importante in una città che, ogni stagione, viene visitata da centinaia di migliaia di vacanzieri”.


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