Aria inquinata nell’hinterland cagliaritano, il vento di questi giorni non spazza via le polemiche: “La puzza insopportabile non era un odore immaginario”. DonneAmbienteSardegna e Sardegna Pulita: “Smettano di minimizzare quanto la gente ha respirato”. Dopo il comunicato della Sarlux che ha esposto la rottura di una parte dell’impianto, cresce il sospetto che quanto avvertito i giorni scorsi nella Città Metropolitana di Cagliari potesse provenire proprio da Sarroch.
Lidia Frailis e Angelo Cremone:
“Una mezza verità è uscita fuori.
Tutto il paese di Sarroch è stato invaso da una puzza che ha reso l’aria irrespirabile. La nota di Sarlux dichiara che l’altro ieri sera alle ore 19.00, c’è stata la rottura di un sistema di drenaggio di benzina leggera. Il personale operativo ha immediatamente ripristinato le condiziomi di normalità.
A questo punto, ci spieghino Arpas, Prefettura, Sindaci di Sarroch, Capoterra e dintorni, se invece, la puzza respirata nei giorni scorsi a Cagliari e Area Metropolitana, sia stata un fenomeno immaginario, che non ha avuto niente a che fare con quanto accaduto con la rottura del sistema di drenaggio.
Forse la nube puzzolente di gas che girovagava, con il vento favorevole di scirocco, non centrava nulla con il sistema di drenaggio della Sarlux ? Con uno sversamento che, forse,
andava avanti da giorni con il vento di scirocco?
Smettano di minimizzare quanto la gente ha respirato. “Il Sistema di Drenaggio Sarlux” in quanto drenaggio, recupera, drena, idrocarburi leggeri, comunque cancerogeni, e non solo, sopratutto drena il fondo del serbatoio, e nel caso della sua rottura, sversando liquidi all’esterno, questi a contatto con l’aria, propagano dispersioni di vapore e gas, dando origine a nubi di vapori e gas, che la gente ha percepito con quella senzazione fisica, che non era un odore immaginario, ma un mix di sostanze cancerogene disperse nell’aria e respirate. Quanto di grave accaduto, non puo’ essere minimizzato dai soliti di sempre, facenti parte del Sistema Sardegna. È necessario l’intervento della Procura della Repubblica, con l’acquisizione dei dati di monitoraggio delle 4 centraline private della Saras Sarlux, per conoscere esattamente il tipo e quntità di sostanze cancerogene disperse nell’aria in tutti quei giorni, facendo luce finalmente su quanto di vero accaduto, rendendo nota, eventualmente, l’altra mezza verità”.













