A Monserrato si celebra Sa Fest’e Sa Binnenna: grappoli d’uva ovunque, la tradizione locale si intreccia con quella delle antiche case campidanesi che, per l’occasione, spalancano i portoni ai tanti visitatori.
Sono in corso due manifestazioni che rappresentano il cuore dell’identità monserratina: Portalis Obertus e Sa Fest’e Sa Binnenna, 35° edizione, che quest’anno il Comune ha voluto unire in un’unica grande celebrazione del territorio e delle sue radici.
“La cultura monserratina era una cultura autodeterminata, fondata su un’economia circolare straordinaria: ogni casa aveva la sua cucina esterna, il forno per il pane, la cantina, la stalla, il pollaio. I nostri avi non solo vivevano di quello che la terra dava, ma vendevano le uova, il vino, la carne, i dolci, o li barattavano con i vicini. Un mondo in cui nulla andava sprecato e tutto aveva valore. Portalis Obertus apre le porte di alcune delle più belle case campidanesi di Monserrato per far rivivere tutto questo” spiega il sindaco Tomaso Locci.
Un ricco programma che ha preso il via venerdì con i laboratori per le scuole alla Casa della Cultura, nell’ambito del progetto “Bregungia Peruna”.
Ai Giardinetti è andata in scena la degustazione di vini con le cantine, stand di prodotti tipici campidanesi, maschere Urthos e Buttudos di Fonni, Mustayonis e S’Orku Foresu di Sestu, cori e hobbisti ed in serata la musica.
Questa sera, invece, la tradizionale sfilata dei carri allestiti per la vendemmia, con cavalieri, gruppi folk e figuranti vestiti da vendemmiatori, lungo il percorso via San Gavino Monreale, Sant’Angelo, Giulio Cesare, San Gottardo, Riu Mortu, Deroma, arrivo in via del Redentore.
Alle 18:30 Su Smurzu ai Giardinetti: salumi, formaggi, pane, uva, castagne arrosto, fave cotte e tanto vino. Poi musica con DJ Manu fino alle 23.
Una festa che ha rischiato di saltare per la rinuncia da parte della Pro Loco che, tra malumori e organizzazione latitante, non ha partecipato all’evento. Ma la tradizione e la voglia di non rinunciare alla manifestazione ha prevalso: assessorati e varie associazioni al lavoro giorno e notte per mettere in piedi il programma che ha attirato centinaia di visitatori in città.
“Già da tempo, con l’assessora, avevamo interloquito con la Pro Loco per spostare la Sagra all’interno di Portalis Obertus, e la Pro Loco era entusiasta. Poi, non si sa perché, nel periodo di settembre ha deciso in completa autonomia di farla solo la mattina. Con o senza Pro Loco, questa amministrazione è andata avanti. Ringrazio l’assessora Emanuela Stara, che si è occupata di Portalis Obertus, e l’assessora Fabiana Boscu, che ha coordinato Sa Fest’e Sa Binnenna insieme a tanti ex componenti della Pro Loco, ad associazioni del territorio e di fuori, da Capoterra a Sestu, da Quartu a Soleminis, che hanno voluto esserci e dare una mano concreta.
Comunque, al di là di tutto, ringrazio tutti e in particolare i nostri cittadini, perché questa è la loro festa. Nessuno si è appropriato di niente: è una festa popolare per eccellenza della viticoltura monserratina e come tale rimarrà sempre in capo alla cittadinanza di Monserrato, indipendentemente da qualsiasi sindaco. Sarebbe stato vergognoso che per un capriccio o per posizioni politiche contrarie a questa amministrazione, come è stato palesato che effettivamente c’è stata un’attività di tipo politico, non si facesse questa bellissima manifestazione dei nostri cittadini. Abbiamo dato dignità a 34 anni di feste e di orgoglio delle nostre culture popolari vitivinicole, e speriamo di poter garantire la stessa qualità che abbiamo sempre garantito nelle precedenti edizioni, anche se purtroppo ci siamo dovuti organizzare in neanche 8 giorni”.












