Un sistema portuale solido, capace di assorbire le oscillazioni del mercato e di sostenere la crescita nei comparti strategici. Si chiude con un sostanziale allineamento alla media dell’ultimo triennio il bilancio 2025 dei traffici marittimi da e per i porti dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna.
I dati complessivi confermano un andamento positivo sul fronte delle merci, che superano i 42,9 milioni di tonnellate, con un incremento del 3 per cento rispetto al 2024. In forte espansione anche il traffico containerizzato nel porto di Cagliari: i TEU movimentati nel combinato domestico e ro-ro/lo-lo raggiungono quota 274.382, segnando una crescita del 34 per cento su base annua, indicatore di una ripresa progressiva ma decisa del settore dopo anni di difficoltà.
Più articolato il quadro del traffico passeggeri. Nel 2025 i transiti complessivi si attestano a poco più di 5,4 milioni, in lieve calo (-2 per cento) rispetto all’anno precedente. In particolare, il cabotaggio nazionale registra una flessione significativa negli scali di Olbia (-4,5 per cento, pari a circa 165 mila passeggeri in meno) e Golfo Aranci (-6,8 per cento, con una perdita di circa 35 mila unità). Un calo parzialmente compensato dalla crescita registrata negli altri porti principali dell’Isola: Cagliari segna un +5 per cento, Porto Torres un +4 per cento, mentre Arbatax fa segnare l’incremento più marcato con un +13 per cento.
In crescita anche il traffico verso le isole minori. Le rotte inferiori alle 20 miglia nautiche – Santa Teresa-Bonifacio e Portovesme-Carloforte – chiudono l’anno con un aumento complessivo del 4 per cento, superando il milione di passeggeri nonostante l’interruzione dei collegamenti nello scalo dell’alta Gallura nei mesi di dicembre e gennaio.
Nonostante il segno negativo complessivo, dovuto in larga parte alla flessione del mercato italiano a fronte di una domanda estera in crescita orientata soprattutto verso il trasporto aereo, il sistema portuale sardo si conferma comunque al vertice del bacino mediterraneo per il traffico passeggeri sulle rotte superiori alle 20 miglia nautiche.
Sul fronte delle crociere, il 2025 registra una flessione contenuta del 5,3 per cento, con circa 650 mila passeggeri in transito. A questi si aggiungono oltre 31 mila crocieristi tra imbarchi e sbarchi generati dalle operazioni di home porting di Costa e MSC negli scali di Cagliari e Olbia. Il calo è riconducibile principalmente alla cancellazione di 13 scali nel porto di Cagliari da parte della compagnia NCL, nell’ambito di una revisione degli itinerari che non ha comportato la sostituzione dello scalo sardo con altri porti, ma un’estensione delle tratte in mare. Una scelta che non incide sulla centralità di Cagliari nel Mediterraneo, come dimostrano le previsioni 2026, annunciate in forte crescita. Particolarmente positivo il dato di Olbia, dove i passeggeri crocieristi risultano quasi raddoppiati (+95 per cento), superando quota 185 mila unità.
Decisamente positivo anche il consuntivo delle merci. Il lieve calo delle rinfuse liquide (-1,6 per cento), che superano comunque i 24 milioni di tonnellate, è ampiamente compensato dall’aumento delle rinfuse solide (+14,1 per cento), pari a circa 4,3 milioni di tonnellate, e dalla crescita dell’8 per cento della merce varia in colli, che supera i 14,6 milioni di tonnellate. Un risultato trainato soprattutto dal comparto containerizzato, in aumento del 34 per cento rispetto al 2024.
«Al netto della flessione sul versante passeggeri, il consuntivo 2025 può considerarsi sostanzialmente in linea con la media dell’ultimo triennio – commenta Domenico Bagalà, presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna –. È significativo il dato sulla crescita delle merci, che conferma la capacità del sistema portuale di compensare le dinamiche negative di alcuni comparti. Un sistema solido che si conferma ai vertici nazionali per tonnellate movimentate e primo nel Mediterraneo per il traffico passeggeri sulle rotte oltre le 20 miglia nautiche».










