Il Lido, lo storico stabilimento di Cagliari, il salotto buono di una certa clientela cagliaritana, ridotto ad un cumulo di sabbia, di radici, di canne, di sassi e anche di splendide conchiglie. Le onde del mare non hanno avuto riguardo per le cabine di recente ripitturate di celeste, divelte dalla furia delle acque. La sabbia ha coperto tutto i luoghi calpestabili, perfino le scalette di accesso. Dappertutto regna un desolante spettacolo di appiattimento, di tempesta appena trascorsa. “Chissà se apriremo quest’anno”, sono le prime parole che si sentono pronunciate da lavoranti, che si guardano intorno smarriti per non sapere da dove si può iniziare a mettere mano. E circolano gli abbonati più affezionati a cercare di raccattare i resti delle cose lasciate in cabina, i giocattoli dei bambini, le sedie, qualche asciugamano fradicio di salsedine. Certe porte delle cabine non aprono per la sabbia che le ostruisce, certe sono spalancate e hanno ricevuto in pieno questo mare d’inverno che non ha risparmiato nulla nella sua furia distruttrice.
Un crocicchio di una ventina di persone in gruppo si aggira a vedere, segnare, fotografare: c’è il sindaco, Massimo Zedda e la Presidente della Regione, Alessandra Todde, con altri politici dello Stato della politica cagliaritana. “Abbiamo visto di tutto – dice la Todde – e soprattutto abbiamo constatato situazioni di vero pericolo per la ricostruzione, per cui il primo passo è la messa in sicurezza. Nello stabilimento Albachiara ci sono pezzi di muratura ovunque, che possono creare ulteriori danni”. Massimo Zedda saluta, il suo viso è preoccupato: c’è tanta incertezza sul da fare, su come riparare i danni.
Come sarà la prossima stagione balneare? Il ciclone Harris comporterà ulteriori aumenti ai prezzi già salati degli stabilimenti balneari? Chi pagherà i restauri? Sono domande ancora senza risposta.
Intanto tra la schiuma delle onde di risacca della tempesta imperterriti i surfisti volteggiano sulle onde come se nulla fosse accaduto. Il mare si è preso la spiaggia, che infondo gli appartiene, ma la vita continua.










