“Vitto”, un disco nato in lockdown: esordio del rapper cagliaritano Onibo

Lockdown come occasione per immergersi nella musica. E, visto che uscire con gli amici era impossibile, il sacrificio è diventato un’opportunità per realizzare un sogno: fare uscire un disco. Dieci tracce composte in “clausura” quando l’Italia era in lockdown. È il lavoro di Onibo, 18 anni (il suo vero nome è Vittorio Obino ), musicista cagliaritano, nome nuovo della scena rap hip hop nazionale

Lockdown come occasione per immergersi nella musica. E, visto che uscire con gli amici era impossibile, il sacrificio è diventato un’opportunità per realizzare un sogno: fare uscire un disco. Dieci tracce composte in “clausura” quando l’Italia era sotto il coprifuoco: le canzoni da mezzanotte sono in giro su Spotify, Apple Music e tutti i principali digital stores.

È il lavoro di Onibo, 18 anni (il suo vero nome è Vittorio Obino ), musicista cagliaritano, nome nuovo della scena rap hip hop nazionale. Una sola passione in testa: la musica. Dopo anni come appassionato ascoltatore, decide di mettersi in gioco e la svolta avviene proprio durante il primo lockdown, con tanto tempo da poter dedicare ai propri pensieri e alle proprie passioni. Grazie all’aiuto del cugino Alberto Obino, laureato in musica elettronica e da sempre appassionato di musica, che si è occupato del mix e del master. E nasce “Vitto”, mixtape di genere rap/ hip hop composto da dieci tracce. Un fiume di suoni e di parole. Si parla della vita di un ragazzo di provincia. Ma ci sono anche amicizia, quotidianità, voglia di emergere, senza però ostentare realtà a cui non si appartiene.

“Paradossalmente grazie ad un periodo di chiusura come il lockdown (novembre 2020-gennaio 2021) sono riuscito a concretizzare un progetto che avevo in testa già da tempo. Ho dedicato la maggior parte del mio tempo al concepimento di questo disco, talvolta trascurando il resto, compresi gli amici. Qualcuno ha iniziato a preoccuparsi per me, ma io ero felice del percorso intrapreso e non avevo nessuna intenzione di fermarmi. In “Persone Senza Fili”, seconda traccia del mio tape, però parlo in particolare dei miei amici e di quanto io abbia sentito la lontananza da loro. Probabilmente senza il covid e senza un periodo che per molti è stato veramente difficile, non sarei riuscito a trovare lo slancio per iniziare a fare sul serio. Dentro sapevo che era ciò che volevo, dovevo solo trovare il modo di esprimermi”.

Tutti fermi e full immersion nella musica. Con il lockdown che dá il tempo. Di pensare. E di creare. “Vitto- spiega l’autore- io lo vedo un po’ come un primo approccio alla musica con cui mi metto alla prova e sperimento nuove sonorità, cercando di uscire dalla mia comfort zone. Ho deciso di intitolarlo con l’abbreviazione del mio nome perché, nonostante tratti gli argomenti con una certa leggerezza, emerge la mia personalità’’.


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