Via i tavolini dai parcheggi a Cagliari: esultano i residenti, bar e locali pronti alla guerra

Gli imprenditori: “Abbiamo investito soldi. E ora?”. Gli abitanti del Corso: “Giustizia è fatta”. Sono le conseguenze del ritiro delle concessioni per tavolini e sedie sui parcheggi, prima assegnate nel nome del sostegno alle imprese durante l’emergenza sanitaria e poi ritirate dopo poche settimane a causa per motivi di sicurezza. Un gran pasticcio.

Baristi e ristoratori protestano. C’è chi ha tolto tutto, c’è invece chi ignora il divieto e chi ancora farà ricorso al Tar. Esultano invece gli abitanti del Corso che ora si appropriano degli spazi per la sosta delle loro auto. Sono le conseguenze del ritiro delle concessioni per tavolini e sedie sui parcheggi, prima assegnate nel nome del sostegno alle imprese durante l’emergenza sanitaria e poi ritirate dopo poche settimane a causa di un incidente stradale per motivi di sicurezza. Un gran pasticcio.
I locali. “Purtroppo non abbiamo la possibilità di accogliervi all’aperto”, lamentano i gestori del Babeuf, “gli uffici del comune ci hanno intimato di togliere gli allestimenti esterni dopo mesi di incertezze in cui abbiamo visto la concessione sospesa dopo sole poche settimane, in maniera del tutto incurante dell’investimento fatto da noi ristoratori, in un momento di crisi come quello che stiamo tutti attraversando. Son seguite poi false promesse, lungaggini di ogni tipo accompagnate da pretestuose richieste, col solo scopo di farci desistere dalla pretesa della concessione ottenuta.
Ci teniamo a sottolineare che il volere uno spazio all’aperto non è un capriccio, ma funzionale al far sentire voi clienti più tutelati dal punto di vista sanitario (ricordate la pandemia? la riduzione del numero di coperti per mantenere distanze adeguate tra un tavolo e l’altro? il consiglio di stare all’aperto ecc?) e rendere sostenibile il nostro lavoro, che dopo tante chiusure e riaperture a singhiozzo è diventata una svilente corsa a ostacoli.
Ad oggi Cagliari è l’unica città italiana che non concede gli stalli di sosta per rendere possibile quanto detto, dimostrando tutta l’incapacità di una classe politica che fa della poltrona la sua unica preoccupazione”.
Gli abitanti del Corso. “Non è una battaglia contro i ristoratori ma un ritorno alle origini”, dichiara Adolfo Costa, presidente del comitato dei residenti del corso Vittorio Emanuele II, “la politica si riavvicina ai cittadini che reclamavano i propri diritti oltraggiati da una concessione data senza guardare in faccia a nessuno ai tempi della pandemia. Gli amministratori sono tornati sui loro passi revocandole. E’ un danno per le attività, lo capisco. Ma abbiamo visto mesi di pedane vuote che arrecavano disagi ai residenti che dovevano parcheggiare la propria auto. Giustizia è fatta. Dovremmo trovare alternative affinché la via sia rianimata e che non siano danneggiati bar e ristoranti. Era logico che tutto devesse tornare come prima, era illogica la scelta inziale del Comune”.


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