Via al dopo Truzzu: dopo la rinuncia a Solinas la Lega vuole il Comune di Cagliari

L’annuncio del vicesegretario Andrea Crippa: il sacrificio di Solinas ha costretto Fdi, al tavolo nazionale, a cedere in cambio palazzo Bacaredda al Carroccio. Le incognite: la corsa di Giuseppe Farris e l’accordo tra Truzzu e i Riformatori.


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E ora la Lega vuole Cagliari. L’ha ammesso Andrea Crippa, in occasione della presentazione delle liste di Salvini per le prossime regionali. Secondo il vicesegretario del Carroccio il sacrificio della riconferma di Solinas a villa Devoto, avrebbe costretto Fdi, al tavolo nazionale, a cedere in cambio palazzo Bacaredda ai leghisti.
Da subito è scattato il totosindaco. Si parla dell’ex vicepresidente Alessandra Zedda, avvicinatasi recentemente alla Lega dopo il ritiro in extremis dalla corsa alle regionali e dell’assessore al Turismo Gianni Chessa Psd’Az.
Il dopo Truzzu a Cagliari è partito. Anche se dovesse perdere il 25 febbraio il sindaco lascerebbe la carica per il consiglio regionale. E così per il capoluogo è partita la sfida anche a destra. Ma lo sbarco della Lega a Cagliari, decretato a livello nazionale, potrebbe incontrare diversi ostacoli.
Il primo è spuntato al tavolo sardo per regionali. La riunione del centrodestra che ha sancito la candidatura del sindaco cagliaritano a villa Devoto è stata preceduta da un contatto tra Fratelli d’Italia e Riformatori. In quell’occasione a questi ultimi sarebbe stato proposto uno scambio: l’appoggio alla candidatura del primo cittadino alla Regione in cambio il sostegno del più importante partito del centrodestra al movimento di Massimo Fantola alle comunali del capoluogo, dove i Riformatori hanno ancora agganci di ferro e importanti interessi. Le ipotesi sono quelle del vicensindaco di Cagliari Giorgio Angius e del presidente di Federtennis Angelo Binaghi (quest’ultimo considerato vicino anche al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti).
L’altro problema è costituito da Giuseppe Farris. L’ex assessore al personale della giunta Floris è partito con largo anticipo alla guida di una lista civica con una campagna elettorale che punta a raccogliere il malcontento diffuso in città negli anni del governo di Truzzu.
 La sua mossa ha scosso il centrodestra. Correndo in solitudine, l’ex assessore forzista, punterebbe alla doppia cifra e in caso di ballottaggio potrebbe fare da ago della bilancia. Tuttavia, complici gli esiti imprevedibili delle regionali, gli scenari sono in evoluzione. Farris cercherà gli spazi di manovra per portare il centrodestra a convergere sul proprio nome (come accadde con Massidda alle comunali del 2016), oppure a guidare una fazione del centrodestra diviso.
Perché non solo in caso di sconfitta il 25 febbraio (coi sardisti che andrebbero a rinfacciare il ko a Fdi) la coalizione che oggi governa l’Isola potrebbe spaccarsi nel capoluogo: anche una vittoria di Truzzu, penalizzata da un consenso personale in termini di voti inferiore a quello raccolto dalle liste, potrebbe lasciare pesanti scorie.


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