A Villamassargia e Nuraminis i roghi più gravi, le fiamme hanno assediato il paese con il rischio di dover evacuare la casa di riposo. La settimana scorsa è successo a Serramanna, la flotta aerea è arrivata solo dopo che le fiamme avevano già divorato campi e serre. Nemmeno dieci giorni fa l’appello di Piras, Lega: “A rischio la sicurezza dei territori”.
Un altro giorno di fuoco quello che ha caratterizzato la seconda domenica di giugno, decine di uomini impegnati per combattere le fiamme ed evitare che raggiungesse le case. Qualcosa è chiaro che non va e gli appelli lanciati sinora sembrano caduti nel vuoto. “Purtroppo, nonostante i ripetuti richiami formali inviati nel corso dell’anno, ci troviamo nuovamente a dover gestire situazioni di pericolo che minacciano l’incolumità pubblica e l’integrità delle vostre abitazioni” spiega il sindaco di Villaspeciosa Gianluca Melis.
“Il ripetersi di tali episodi, indipendentemente dalla natura dolosa o colposa, rende evidente che gli strumenti di sensibilizzazione utilizzati finora non sono più sufficienti.
È giunto il momento di un cambio di passo.
L’attività agricola è un valore fondamentale per la nostra comunità e nessuno intende ostacolarla; tuttavia, essa non può in alcun modo prevalere sul diritto prioritario dei cittadini di vivere in un ambiente sicuro.
Non possiamo accettare che la tutela di un raccolto venga anteposta alla protezione delle persone e delle case.
Alla luce dei recenti eventi e considerata la vulnerabilità del nostro territorio – specialmente in condizioni di forte vento – ritengo che la distanza di sicurezza di 5 metri prevista dalla normativa vigente sia ormai inadeguata.
È mio fermo intendimento sollecitare le autorità competenti affinché vengano riviste tali misure, valutando l’introduzione di divieti specifici per le colture a ridosso dei centri abitati.
Così come vengono imposte limitazioni stringenti per la prevenzione del rischio idraulico, ritengo indispensabile estendere la medesima tutela contro il rischio incendi, introducendo vincoli che garantiscano una reale fascia di rispetto.
La vostra sicurezza è la mia priorità assoluta e non verranno risparmiate energie per far sì che situazioni di tale gravità non debbano più ripetersi.
Vi terrò aggiornati sui passi concreti che l’amministrazione intraprenderà nelle sedi opportune”.
Di recente un altro grido d’allarme è stato lanciato da Andrea Piras, esponente della Lega, intervenendo sulle segnalazioni avanzate da SAFOR, UIL e FESAL: “Le gravi criticità denunciate dai sindacati del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale non possono essere sottovalutate. Di fronte a un quadro che parla di carenza di organico, età media elevata del personale, mezzi antincendio obsoleti e mancati riconoscimenti professionali, è evidente che la sicurezza dei territori e delle comunità sarde non è adeguatamente garantita.”
“La Regione continua a rassicurare sull’efficienza del sistema antincendio, ma le denunce che arrivano dal personale operativo raccontano una realtà ben diversa. Non si può affrontare una stagione così delicata affidandosi a soluzioni temporanee o emergenziali. Serve una programmazione seria, investimenti strutturali e una strategia di lungo periodo.”
“Preoccupa anche la condizione dei mezzi e delle dotazioni operative, che non risultano adeguatamente rinnovati. Senza interventi concreti e tempestivi si rischia di compromettere la capacità di risposta proprio nei momenti più critici, quando è necessario garantire la massima efficienza del sistema.”
“La richiesta dei sindacati di istituire un tavolo tecnico permanente è assolutamente condivisibile e va accolta senza ulteriori rinvii. Chi opera quotidianamente sul campo deve essere coinvolto nelle scelte strategiche che riguardano la tutela del territorio e l’organizzazione del servizio.”
“Colpisce inoltre l’assenza totale della Presidente della Regione su una questione così delicata. Il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale è incardinato nella Presidenza e rappresenta uno degli strumenti fondamentali per la tutela dell’ambiente e la sicurezza dei cittadini. Di fronte alle criticità denunciate dalle organizzazioni sindacali sarebbe stato doveroso un intervento diretto e una presa di posizione chiara. Il silenzio della massima autorità regionale su temi così rilevanti rischia di trasmettere un segnale di scarsa attenzione verso un comparto strategico per la Sardegna.”
“La sicurezza dei cittadini e la protezione del patrimonio ambientale della Sardegna devono tornare al centro dell’agenda politica regionale. Non è più tempo di annunci, ma di risposte concrete, investimenti adeguati e scelte immediate per garantire un sistema antincendio all’altezza delle sfide che attendono l’Isola.”













