Una Pura Formalità, con Glauco Mauri al Teatro Massimo

Glauco Mauri firma drammaturgia e regia dell’inedita trasposizione teatrale del film “cult” di Giuseppe Tornatore


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L’enigma di una vita si svela sulla scena con “Una pura formalità”, originale versione teatrale dell’omonimo film cult di Giuseppe Tornatore, firmata da un artista del calibro di Glauco Mauri, che cura pure la regia e interpreta sulla scena la parte del commissario di polizia impegnato nell’interrogatorio di uno scrittore, Onoff (Roberto Sturno), intorno a un ipotetico delitto. La pièce – incentrata sul confronto tra l’uomo dello stato alla strenua ricerca della verità e il suo antagonista, un autore di successo, in crisi per mancanza d’ispirazione – mette a nudo fragilità e debolezze, passioni e dubbi fin troppo umani, in un drammatico crescendo, con coup de théâtre finale.

“Una pura formalità” sbarca nell’Isola sotto le insegne del CeDAC per una breve ma intensa tournée – da mercoledì 5 febbraio alle 20.30 fino a domenica 9 febbraio 2014 nel cartellone de “La Grande Prosa al Teatro Massimo” di Cagliari (da mercoledì a sabato alle 20.30, la domenica alle 19 e giovedì 6 febbraio doppio spettacolo, con la pomeridiana alle 17- Turno P) e poi lunedì 10 e martedì 11 febbraio alle 21 al Nuovo Teatro Comunale di Sassari – subito dopo il felice debutto nazionale in terra toscana, al Teatro della Pergola di Firenze (martedì 28 gennaio 2014).

Nel cast – oltre a Glauco Mauri e Roberto Sturno – Giuseppe Nitti, Amedeo D’Amico, Paolo Benvenuto Vezzoso e Marco Fiore; le scene sono di Giuliano Spinelli e i costumi Irene Monti; le musiche di Germano Mazzocchetti. (Produzione Compagnia Glauco Mauri / Roberto Sturno, in collaborazione con la Fondazione Teatro della Pergola)

INCONTRO CON GLI ARTISTI – Glauco Mauri – insieme al giornalista e critico de Il Manifesto Gianfranco Capitta – incontrerà il pubblico venerdì 7 febbraio alle ore 17.30 al Cinema Odissea in viale Trieste 84 a Cagliari per un nuovo appuntamento con la rassegna “Oltre la scena/ gli attori raccontano…”. Ingresso libero (fino ad esaurimento posti).

*Eventi collaterali – “Una pura formalità”… fra cinema e teatro
A Cagliari per la rassegna “Schermi e Sipari”, ispirata a “La Grande Prosa al Teatro Massimo” e organizzata dalla Cooperativa Spazio 2001 in collaborazione con il CeDAC, lunedì 3 febbraio alle 17 e domenica 9 febbraio in matinée alle 11 al Cinema Odissea di viale Trieste 84 si proietta il film “Una pura formalità” di Giuseppe Tornatore (da cui è tratto l’omonimo spettacolo, con drammaturgia e regia di Glauco Mauri, in scena al Teatro Massimo dal 5 al 9 febbraio)

 

Viaggio nei labirinti della mente e del cuore, “Una pura formalità” gioca sull’ambiguità dell’indagine poliziesca e della dimensione del sogno, in un’atmosfera surreale, densa di pathos, in cui un uomo lotta apparentemente contro il destino, o forse contro se stesso, prigioniero dei suoi incubi e delle sue paure. Il susseguirsi delle domande, in cui si alternano bonomia e sospetto, sembra obbedire a uno schema casuale; ma implacabilmente il cerchio si chiude, affiorano prove e documenti, si svelano segreti anche inconfessabili e lo scrittore, inventore di trame avvincenti e maestro di stile (particolarmente amato dallo stesso commissario), per sottrarsi a quesiti insidiosi finisce con l’impigliarsi in una matassa di involontarie e improbabili bugie.

Una materia affascinante – la complessità della psiche umana – offre lo spunto per un’analisi dei comportamenti e degli istinti, alla luce dell’etica e della morale: testimone / imputato in una sorta di processo kafkiano, prigioniero di un meccanismo inarrestabile, Onoff è costretto a fare i conti con se stesso e il proprio passato. Il dilemma della scelta si ripete davanti a ogni interrogativo, l’avversario coglie ogni segnale di debolezza, affonda la lama della ragione nei nodi più dolorosi: come un alter ego lucido e cosciente, scava tra i ricordi per far affiorare preziosi o insignificanti brandelli di un’esistenza.

Un semplice interrogatorio di routine, “una pura formalità”, come dice il titolo, si trasforma via via in un’indagine più complessa e il legame tra il commissario e il testimone si fa sempre più stretto (immediato il raffronto letterario con “Delitto e Castigo” e i personaggi dostoevskiani di Petrovic e Raskol’nikov): sul filo delle suspense, tra rapidi capovolgimenti di prospettiva, sarà il pubblico a dover/poter intuire (o decidere) se lo scrittore sia colpevole o innocente (e di quale delitto). Il commissario incarna la figura di un moderno maieuta socratico, capace con la forza e la seduzione delle parole di indurre il suo interlocutore a cercare dentro di sé le risposte, portando alla luce verità celate o rimosse, in un cammino verso la conoscenza il cui intento è forse terapeutico ma il cui esito potrebbe rivelarsi fatale – come la confessione di un’omicidio.

 

La struttura del giallo classico – con assassino e vittima, e un poliziotto chiamato a risolvere il mistero – si tinge progressivamente di noir. “Una pura formalità”, trasposizione teatrale del film di Tornatore con Roman Polanski e Gérard Depardieu (in concorso al 47° Festival di Cannes – 1994) aggiunge un nuovo, intrigante capitolo al lungo sodalizio artistico della Compagnia Glauco Mauri / Roberto Sturno. Da trent’anni insieme sulla scena, con immutato impegno e dedizione, rappresentano il raro e felice esempio di una “ditta” all’antica italiana che felicemente coniuga impresario, attore, regista per creare nuovi e inediti adattamenti, confrontandosi con i grandi classici – da Sofocle a Shakespeare, Goethe, Molière – ma anche con autori come Ionesco e Beckett, Pirandello e Goldoni, Dostoevskji e Brecht, Mamet e Schmitt, Shaffer e Andreev.