Un messaggio in una bottiglia scritto da una bambina: trovato al largo di Capo Sant’Elia da una motovedetta della Finanza

Il mito del messaggio nella bottiglia lanciato in mare vive e si rinnova ancora oggi in una bella storia raccontata dai finanzieri del Reparto Operativo Aeronavale di Cagliari

“Sono P., ho tredici anni, sto navigando nel sud Sardegna, oggi è l’11 agosto, vorrei sapere chi riceverà questo messaggio. Chiamate il numero +39…”. E’ il messaggio in una bottiglia trovato al largo di Capo Sant’Elia da una motovedetta della Guardia di Finanza. Sembra una storia, di quelle raccontate nei libri, e invece è accaduto davvero. Il mito del messaggio nella bottiglia lanciato in mare vive e si rinnova ancora oggi in una bella storia raccontata dai finanzieri del Reparto Operativo Aeronavale di Cagliari.

È una mattina assolata di agosto, una motovedetta della Guardia di Finanza pattuglia le coste sud orientali della Sardegna, quando all’improvviso, al largo di Capo Sant’Elia, l’equipaggio nota la presenza in mare di una bottiglia a pelo d’acqua. Il mezzo rallenta, si avvicina al corpo galleggiante e il militare nostromo raccoglie il vetro con l’intento di riporlo, una volta a terra, nell’apposito contenitore dei rifiuti riciclabili. Ma la bottiglia, chiusa con un tappo di sughero, contiene nel suo interno un foglietto arrotolato. Preso dalla curiosità, a quel punto il Comandante della vedetta decide di aprirla. Srotola il foglietto stropicciato e legge il messaggio scritto a penna con una calligrafia molto giovane.

Con il forte dubbio che quelle parole scritte potessero contenere un grido d’allarme, il Comandante del mezzo navale compone immediatamente il numero telefonico. Risponde una signora. L’ispettore racconta del ritrovamento in mare e la donna incredula riferisce che a scrivere il messaggio è stata sua figlia. Dice che la famiglia è in vacanza a bordo di un’imbarcazione da diporto. Durante una gita in mare la piccola P., forse ispirata dalla bellezza della natura che la circondava, decide di scrivere quel messaggio e di lanciarlo nel mare di Villasimius, sperando di trovare un giorno dei nuovi amici a cui raccontare la sua bellissima storia. A quel punto, la mamma della piccola P. esprime il vivo desiderio di conoscere i quattro finanzieri entrati inconsapevolmente a far parte dell’incredibile vicenda che vede protagonista l’adorabile figlia.

Il giorno seguente, in occasione di un’attività operativa in mare nei pressi del porto di Villasimius, finalmente l’equipaggio della vedetta incontra la famiglia. La bambina, alla vista dei militari ma soprattutto rivedendo il foglietto sul quale aveva scritto il messaggio, regala immediatamente grandi sorrisi cercando di nascondere la commozione e la felicità nel conoscere i suoi nuovi amici in divisa, ai quali racconta subito l’incredibile storia. Al termine del piacevole incontro, emozionati ed increduli dell’avventura che aveva colorato di umanità quei giorni di lavoro davvero particolari, l’equipaggio della vedetta saluta tutta la famiglia e prosegue la quotidiana attività istituzionale.

Con quel biglietto, un foglietto arrotolato chiuso dentro ad una bottiglia, che racchiudeva la grande voglia di comunicare con il mondo, P. ha raggiunto il suo scopo: ha trovato non uno ma ben quattro nuovi amici: Massimiliano, Enrico, Mauro e Roberto.
Sorrisi e abbracci hanno coronato quell’incontro davvero speciale.