“Anche stanotte abbiamo sfiorato l’ennesima tragedia” spiega Marcello Malloru.
Lungo la SP 21, in località Is Arangius, una coppia di nostri concittadini ha impattato violentemente contro un masso in mezzo alla carreggiata, in curva, mentre viaggiava verso Cagliari.
Solo la prontezza del conducente ha evitato il peggio. L’auto ha subito danni ingenti, ma loro, fortunatamente, sono illesi. E per questo ringraziamo il cielo.
Ma non può bastare la fortuna.
Invieremo l’ennesimo sollecito alla Città Metropolitana di Cagliari per richiedere un intervento immediato di messa in sicurezza della SP 21.
Pretendiamo verifiche urgenti sui costoni e la rimozione dei massi instabili.
La vita dei burceresi non può dipendere dal caso.
Il fatto più grave: anche in questo caso non è stato possibile chiamare i soccorsi. Hanno dovuto aspettare il primo automobilista di passaggio. Tutto a causa dell’assenza di segnale telefonico.
Come Sindaco non starò a guardare. Pretendero’ risposte”.
Da molti mesi la sp 21 è indicata come una delle strade pericolose di tutto il sud Sardegna. La velocità e le distrazioni qui non c’entrano, si rischia la vita anche solo prcorrendola a 20 km orari, perché il pericolo è sempre dietro l’angolo, anzi la curva. Grossi rami che cadono giù dal nulla, massi che si staccano dalla parete e finiscono in mezzo alla carreggiata, segnaletica insufficiente, manto stradale non lineare. Insomma, arrivare sani e salvi a casa, ogni giorno, è quasi come centrare un terno al lotto.
Le proteste sono molteplici, gli appelli dei residenti, riuniti in un comitato, si susseguono e la grave situazione è stata subito presa in mano dal sindaco appena eletto Malloru. Nonostante questo, chi ha necessità di uscire dai confini del paese deve augurarsi che il viaggio, nell’unica strada percorribile, la sp 21, vada bene.
Un ragazzino di 15 anni lotta in un letto di ospedale, due giorni fa ha impattato contro una vettura: il paese intero prega affinché si riprenda. Pochi giorni fa, un grosso ramo si è spezzato dall’albero finendo sopra una macchina in corsa. Sono trascorsi 20 anni e quella strada che collegherà Burcei, Maracalagonis, Sinnai è ancora lì che aspetta. Parole, tante, ma i fatti dimostrano che una intera comunità è in ostaggio di una strada pericolosa, disseminata di ostacoli che, a volte, evitare è impossibile. E se il pericolo prevale si aggiunge anche il segnale telefonico assente, come in mezzo alle foreste pluviali, ma qui siamo in Sardegna, a pochi chilometri da Cagliari, ed è impensabile, e inaccettabile, che dove arrivano le maxi pale eoliche alte 200 metri non venga collocato un ripetitore per chiamare i soccorsi in caso di incidente causato da una strads non degna di essere chiamata tale.