Studenti ammassati alle fermate dei bus, Giulia Andreozzi a Radio CASTEDDU: “Mezzi pubblici troppo affollati”

La consigliera comunale di Cagliari dei Progressisti, dopo aver pubblicato la foto di assembramenti fuori dal Pacinotti, rincara la dose: “Immagini che avremmo preferito non vedere, soprattutto dopo gli annunci trionfalistici di ieri”

Giulia Andreozzi, consigliere comunale di Cagliari tra le file dei Progressisti, interviene a Radio CASTEDDU in merito all’immagine del giorno che ritrae gli studenti accalcati alla fermata del bus: “Il sindaco Truzzu aveva fatto un comunicato dove annunciava che era tutto a posto e che le scuole ripartivano in sicurezza. Oggi è stata una giornata di festa perché dopo tanti mesi di chiusura è ripartita la didattica in presenza, sebbene solo al 50%, ma sono immagini che avremmo preferito non vedere, soprattutto dopo gli annunci trionfalistici di ieri. Bisogna capire cosa non è andato bene tra gli annunci è la situazione che si è presentata.

Gli studenti fanno salti mortali con gli orari di ingresso scaglionati ma poi questo non serve a congestionare il numero di persone che affollano i mezzi pubblici. Un sacrificio chiesto agli studenti in cambio di un’organizzazione più efficiente al di fuori della scuola.

Le scuole superiori cittadine sono frequentate da tantissimi studenti pendolari che arrivano e che devono interfacciarsi prima con i mezzi Arst e poi con quelli CTM e quindi devono prendere, a volte, più mezzi. Andava fatto un lavoro già da prima; si sapeva che sarebbero ripartite le scuole e invece si è fatti trovare impreparati a settembre e adesso, nonostante, in Sardegna, si sia ritardato ulteriormente di due settimane la presenza a scuola”.

La Sardegna zona arancione: di chi è la colpa? ”Sicuramente la Regione non ha fatto quello che doveva, non ha incrementato a suo tempo le terapie intensive, non ha mai comunicato bene i dati e il sistema di tracciamento fa acqua da tutte le parti: tutte cose di competenza all’organizzazione sanitaria e, quindi, alla Regione.

I trasporti sono un ulteriore profilo e chi ne fa le spese sono i ragazzi che sono a casa da marzo dell’anno scorso. Dentro le scuole si è fatto di tutto perché la frequenza possa avvenire in totale sicurezza.

Io mi auguro, dove sia possibile, arrivare al 100% con la didattica in presenza perché c’è la necessità”.

 

Risentite qui l’intervista a Giulia Andreozzi del direttore Jacopo Norfo e di Paolo Rapeanu

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